27/10/04 - Abruzzo oggi - L'Aquila
Cagnolini ammazzati, insorgono gli animalisti
Gli operatori della Asl portano via alcuni cuccioli in buste: è polemica

L'Aquila - Non si arrestano in città infelici e gravi episodi di
soppressione di piccoli randagi. L'ultimo, in ordine di tempo, risale a
ieri, quando una volontaria della Lega nazionale per la difesa del cane è
stata colta da un malore, alla vista sospetta di due operai della Asl,
intenti a chiudere cadaveri di cuccioli in alcune buste di plastica. E'
quanto è accaduto intorno alle 14 nei pressi della sede Asl veterinaria di
Collemaggio. La protagonista - suo malgrado - dello spiacevole incidente
seguiva da diverso tempo i piccoli animali, tenuto in un rifugio non
distante dalla città, in una zona periferica a pochi passi dalla frazione di
Roio: una scelta obbligata, vista l'impossibilità di poterli ricoverare nei
rifugi della città, stracolmi e poco ospitali. "La volontaria della Lega
nazionale per la difesa del cane - si legge in una nota - andando ieri a
controllare i cuccioli, ha incontrato il proprietario del terreno dove si
trovavano i randagi, che le ha detto di aver avvisato la Asl, preoccupato
del fatto che i piccoli potessero andare sotto ad una macchina, vista la
strada vicina. La Asl aveva da poco prelevato i cuccioli". Nel giro di poco
tempo, la volontaria avrebbe raggiunto la Asl veterinaria di Collemaggio e
proprio l'avrebbe sorpreso i due operai dell'azienda sanitaria aquilana,
che in un furgone stavano compiendo l'infelice operazione. Il fatto ha così
scatenato l'allarme delle associazioni locali animaliste e sul posto è
subito accorsa una squadra di polizia, che ha notificato sul posto il
decesso dei cuccioli. "La situazione aquilana è gravissima - questo il
commento dell'associazione Cuccefelici - ma non si risolve il randagismo
usando mezzi barbari e fuori legge: le associazioni locali lavorano in
condizioni molto difficili ed avrebbero bisogno di tutto il sostegno
possibile piuttosto che di questo tipo di azioni".
E.C.