30/10/04 - Abruzzo oggi Randagismo, allarme inosservato E' un fenomeno molto avvertito in città: mancano interventi correttivi L'Aquila - Pericolosi, spesso molesti e sono in tanti i cani senza padrone a zonzo per le vie del centro: ma l'allarme randagismo continua in città a passare da diversi mesi inosservato, spesso relegato nelle pagine dei quotidiani come preziosa notizia tappa buchi. E quando la stampa prova ad alzare il tiro, con titoli e occhielli in bella vista, nessuna sorpresa: resta intorno un silenzio ugualmente disarmante, inevitabili e solite risposte, di stanca e manifesta indifferenza. Ma se il presente vive rassegnato, qualcuno dispone per il prossimo futuro: i cuccioli vanno tolti di mezzo, prima che sia troppo tardi. Desta non poco stupore e forte indignazione l'episodio di pochi giorni fa sulla soppressione di 6 piccoli randagi, con buone probabilità ad opera di alcuni operai della Asl. Scoperti con le mani "nel sacco"lunedì mattina da una volontaria della Lega nazionale per la difesa del cane, i dipendenti del servizio sanitario avevano prima prelevato i cuccioli in una zona a pochi passi dalla frazione aquilana di Roio. Sarebbe stato il proprietario del terreno che accoglieva gli animali, ad avvertire la Asl aquilana, preoccupato della rischiosa esposizione dei cuccioli nei pressi di una strada molto trafficata. La volontaria, non vedendo più i "suoi" animali, avrebbe di lì a poco raggiunto il presunto "luogo del delitto", nella sede As veterinaria di Collemaggio. Ma la vicenda non si è solo conclusa con il malore della donna, svenuta sul posto alla vita dei cuccioli privi di vita e chiusi in alcuni sacchetti di plastica: tanti i duri e accesi commenti sul caso da parte delle associazioni ambientaliste, come la recente e accesa replica della guardia zoofila dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali) Vittorio Mazzeschi alle difese del dirigente del Servizio Sanitario Pierluigi Imperiale. "La soppressione dei cuccioli compiuta dalla Asl - ha dichiarato Mazzeschi - è un atto brutale e incivile del tutto fuorilegge. Il dirigente del servizio sanitario è il vero responsabile dell'accaduto, perché "mandante" dell'uccisione dei cuccioli insieme al dipendente "carnefice". Pertanto ci si chiede chi siano e dove siano i suoi superiori di questo dirigente sanguinario e da chi egli è autorizzato di fare e dire ciò che vuole". La scelta di eliminare i piccoli randagi è agli effetti punita dal nostro sistema giuridico, che salvaguardia gli animali da qualsiasi forma di maltrattamento, incrudelimento, ma soprattutto di uccisione ingiustificata. "Oltre la legge regionale, esiste pure un regolamento comunale - precisa Vittorio Mazzeschi - per la tutela, la detenzione e la circolazione degli animali che all'articolo 12 prevede la sterilizzazione a cura della Asl per il controllo delle nascite e vieta "espressamente" la soppressione dei cuccioli". Si amplifica così il fenomeno randagismo, a dispetto di chi avrebbe voluto risolverlo: ora è diventato contagioso. Erminio Cavalli Un lungo elenco di presenze "moleste" dei quattrozampe Branchi di cani randagi passeggiano indisturbati nella zona del Cimitero, di via della Crocetta e soprattutto nella zona di Collemaggio: i residenti insorgono, impauriti notte e giorno dalla presenza degli ospiti tutt'altro che mansueti. Non si placa così il coro di numerose lamentele di molti cittadini aquilani, che devono al "pascolo" dei soliti cani randagi il loro vero timore di tornare a casa a piedi. A farsi portavoce della diffusa protesta il presidente della XII circoscrizione del quartiere aquilano della Torretta Roberto Mattei, che rivolge un appello accorato a tutte le istituzioni per una pronta e necessaria risoluzione del problema. "Le autorità competenti - precisa Mattei - non hanno ancora compreso quanto sia limitativo per i cittadini questa continua e fastidiosa, oltre che pericolosa, presenza di animali non controllati, che spesso determinano anche problemi di natura igienica. Più volte i cittadini sono dovuti ricorrere alle cure sanitarie a seguito di aggressioni e morsi dei randagi. E' arrivato il momento di dire basta". E.C.