Il Capoluogo 25/08/2006 RANDAGISMO, SI SCATENA LA POLEMICA L'ASSESSORE TINARI, MARZETTI E GLI ANIMALISTI REPLICANO AL DOTT. COLORIZIO L'Aquila, 25 ago. - "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", esordisce l'Assessore Roberto Tinari replicando a quanto affermato dal dottor Vincenzo Colorizio, direttore del dipartimento di prevenzione dell?Asl, in uno stralcio di una sua relazione sul randagismo. Per Tinari la lotta al randagismo è impari per via dei sempre più frequenti abbandoni. Intanto gli Animalisti Italiani chiedono lumi sulla morte per avvelenamento del cane Sebastiano e il DIrettore Generale della ASL prende le distanze dalle dichiarazioni di Colorizio... Mi riservo di leggere per intero tale documento prima di esprimere un?opinione completa - dice Tinari - ma posso tranquillamente dire, fin da ora, che le osservazioni del dottor Colorizio sul fatto che i sindaci sarebbero ?i grandi assenti? sul problema, se reali, denotano una buona dose di superficialità. Senza considerare il fatto appare singolare che un dirigente della struttura preposta prioritariamente a trovare le adeguate soluzioni alla questione, scarichi interamente su altri enti le varie responsabilità. Con tutto il rispetto e la stima che ho nei confronti del direttore di uno dei dipartimenti più importanti dell?azienda sanitaria aquilana, mi permetto di fargli presente che gli oltre 200mila euro annui stanziati per la gestione del rifugio di Bazzano, le decine di migliaia di euro investite negli ultimi anni per le sterilizzazioni, le forniture di mangimi e così via, non testimoniano certamente il disinteresse sul problema da parte dell?Amministrazione Comunale dell?Aquila. Non so se il dirigente si riferisse proprio alla Municipalità del capoluogo, ma comunque fare chiarezza non guasta. Faccia tranquillamente, Colorizio, un sopralluogo al canile di Bazzano, come ho fatto io con il dirigente del servizio veterinario, dottor Imperiale, in tempi recenti. Potrà verificare personalmente l?eccellente lavoro dei volontari della Lega Nazionale per la Difesa del cane, che gestiscono la struttura insieme con altri volontari, con lodevole impegno e con notevole sacrificio, proprio nell?interesse degli ?ospiti?. Può inoltre visionare i nostri atti. Si renderà conto come alcuni anni fa furono impegnati 10.000 euro di fondi comunali per procedere a una vasta campagna di sterilizzazioni delle randagie e fu pagato il mangime e le medicine per il sostentamento delle cagne in fase di degenza. Operazione che stiamo ripetendo proprio in questo periodo, a beneficio delle cagne padronali e randagie, con l?obiettivo di frenare il più possibile il fenomeno. Interventi attuati con eccezionale abnegazione dall?associazione animalista Leal e senza i quali oggi avremmo oltre 2.000 randagi in più rispetto agli attuali. E l?aumento delle sterilizzazioni operate dalla Asl negli ultimi anni è stato proprio merito di queste iniziative. Quanto alle catture, i cui dati vengono snocciolati dal dottor Colorizio, buona parte sono state effettuate non dall?Asl, ma dalle associazioni animaliste, che hanno condotto i cani al rifugio sanitario di Collemaggio. Fatte queste precisazioni, e sottolineando che non intendo aprire nessuna polemica con l?Asl, con la quale, al contrario, c?è l?esigenza di una forte sinergia per affrontare tale problematica nel modo più efficace, di qui a dire che il problema sia risolto o quanto meno sotto controllo ce ne corre. E gli episodi delle aggressioni, purtroppo, lo confermano. Ma la lotta contro il randagismo è impari, per via dei sempre più frequenti abbandoni. Questi superano abbondantemente il numero dei randagi che non arriveranno, grazie alle sterilizzazioni, e delle adozioni che le associazioni animaliste riescono a promuovere. Chi lascia cani al proprio destino, oltre a essere un criminale, crea un disagio sociale ed economico alla collettività, di cui la stessa poi si deve far carico, e questo non è affatto giusto. Se non si prende coscienza che abbandonare un animale origina una miriade di difficoltà, il problema non si risolverà mai. Nemmeno se si costruiscono cinquanta canili o se il numero dei volontari cresce di dieci volte. MARZETTI PRENDE LE DISTANZE DA COLORIZIO: "PARLA A TITOLO PERSONALE" L'Aquila, 25 ago. - Le dichiarazioni apparse oggi sulla stampa a firma del Dott. Colorizio in merito alla vicenda del cane randagio ritrovato morto nel canile veterinario qualche giorno fa, debbono intendersi rilasciate a mero titolo personale, poiché la rappresentanza legale dell?azienda spetta solo al Direttore Generale e quindi solo a questi esternare le posizioni ufficiali della stessa. Nel merito della vicenda va precisato che la Direzione Generale della ASL è ancora in attesa dei referti da parte dell?Istituto Zooprofilattico di Teramo, che potranno dirimere ogni dubbio in ordine alle cause del decesso del cane, nonché delle relazioni dei funzionari che hanno proceduto alla cattura e successiva custodia del cane. La ricerca della verità appare come l?unica strada che consente non solo di appurare la certezza dei fatti ma soprattutto di garantire la trasparenza e la correttezza dell?operato del servizio veterinario e quindi della onorabilità di chi vi opera. Questa vicenda, però, ci deve dare l?opportunità di elaborare entro breve termine un progetto di lotta al randagismo, che a L?Aquila è un fenomeno troppo diffuso, coinvolgendo gli altri Enti interessati e le stesse Associazioni animalisti ed ambientaliste. GLI ANIMALISTI ITALIANI CHIEDONO CHE SI FACCIA LUCE SUL CASO DEL CANE SEBASTIANO L'Aquila, 25 ago. - Scrivono gli Animalisti Italiani: "Si apprezza l?interessamento palesato dal Dott. Colorizio, capo del dipartimento di prevenzione della Asl di L?Aquila. Lo ricordavamo, Direttore Sanitario di Azienda durante l?amministrazione Mazzocco quando, barricato nelle sue stanze, Le Iene cercavano di intervistarlo, dal buco della serratura, a proposito del ben noto episodio della soppressione di otto cuccioli che ha reso la nostra Asl Veterinaria, famosa sulle cronache nazionali. Lo ricordiamo ancora quando, durante una conferenza stampa riguardante l?appalto concorso, si sbracciava a difenderne la liceità e poi, successivamente, la nuova dirigenza ha dovuto annullare quella delibera impegnando cifre ben superiori a quelle che la Asl, forse, sosterrà per effettuare l?autopsia indispensabile a far luce su un episodio di mala sanità. Comunque, ci appare singolare che un promemoria indirizzato al direttore generale della Asl sia sconfinato sino a divenire un vero e proprio comunicato stampa, menzionando i problemi generali di tutta una Asl, come se il vero interesse non sia far luce sulla sorte toccata al povero cane ma piuttosto voler sottolineare come in questo momento l?ospedale sia in sofferenza di medici, infermieri, posti letto. Se il Dott. Colorizio ha attentamente esaminato il referto, non dovrebbe essergli sfuggito che Sebastiano, presentava chiaramente, vasti versamenti emorragici a carico del sottocute e dei muscoli sottostanti, del canale intermandibolare, dell?entrata del petto, degli arti anteriori e del fianco sinistro, una protusione del globo oculare sinistro con relativo ematoma e soprattutto l? impronta di denti ante-mortem sulla lingua, segno caratteristico dell?asfissia descritto sia in letteratura veterinaria che in quella umana che, tra l?altro, trova conferma nelle ferite contusive-compressive all?asse del collo. Si fa riferimento, inoltre, a una lesione traumatica contusiva a carico dell?addome con relativo infarcimento emorragico. Ma soprattutto il referto evidenzia lo stomaco vuoto dell?animale. Pertanto, il Dott. Colorizio dovrebbe spiegarci - prosegue la nota - per quale via Sebastiano avrebbe assunto il topicida e soprattutto come fa a sapere con certezza, visto che il referto non è ancora disponibile, di quale veleno trattasi. Sarebbe interessante sapere anche dove e quando e perché gli sarebbe stato sommistrato. Quindi, ricapitolando, secondo l?interpretazione del referto del dott. Colorizio, il cane Sebastiano, fino a un minuto prima di essere ?amorevolmente accompagnato? dentro il furgone della Asl dai dipendenti del Servizio veterinario, zampettava sui cofani delle macchine, nonostante la massiccia dose di dicumarolico assunta per vie traverse; subito dopo la cattura, entrando nel furgone, sortiva il suo effetto il potente veleno come se nel furgone stesso fosse presente un enzima acceleratore dell?effetto. A detta del dott. Colorizio, inoltre, la Asl porterebbe avanti un encomiabile opera sterilizzazione con pochi mezzi e con il massimo risultato. Sarebbe interessante che spiegasse a chi appartengono quei pochi mezzi visto che, di quelle 250 cagne paventate, la metà viene prelevata e condotta dalla Le.a.l., in quanto assegnataria di progetti di sterilizzazione in convenzione con enti pubblici. Della restante, l?80% viene condotta da altri volontari e privati cittadini e solo un piccolo 20% viene prelevato dalla Asl, che, al contrario dei soggetti precedenti, dispone di personale all?uopo retribuito. Quindi, i sacrifici di cui parla in realtà appartengono ad altri. Infine, Colorizio deve spiegare a noi tutti e ai cittadini Aquilani, perché i numerossissimi cani catturati dalla ASL Veterinaria di L?AQUILA dopo la cattura, non giungono al Canile Sanitario, magari scappano misteriosamente, e perché si sopprimono cuccioli? Preg.mo Colorizio è giunto il momento di fare luce su questo sistema che lascia forti bubbi e perplessità sull?operato della ASL Veterinaria. Gli Animalisti Aquilani ed i cittadini vogliono che vengano fuori i responsabili, seguendo quel principio di legalità che dovrebbe essere il fondamento costituzionale di ogni servizio pubblico.