IL CAPOLUOGO 30/03/2007

Nove cuccioli uccisi: condannati veterinari
L'Aquila, 29 mar. - Due veterinari della Asl sono stati condannati a due mesi di
reclusione dal Tribunale per maltrattamento di animali per avere ucciso "senza
necessità", come mandante ed esecutore, nove cuccioli di cani randagi trovati da
un signore nel suo giardino nell'ottobre 2004. Lo ha reso noto la sezione
dell'Aquila della Lega Anti Vivisezione (Lav).

Il Tribunale ha, inoltre, sancito valida la costituzione di parte civile da
parte della Lav riconoscendole anche un danno morale simbolico. "I veterinari -
si legge in una nota della Lav - avevano ammesso che per presunti motivi di
'ordine pubblico' avevano proceduto alla soppressione di cani di proprietà
giustificati da un articolo della legge regionale abruzzese, del tutto superata
dalla riforma del Codice penale a tutela degli animali in vigore dall'agosto del
2004. Con questa sentenza si chiarisce - si prosegue nella nota - che le uniche
motivazioni valide legalmente per la soppressione di cani o gatti sono, in
maniera eutanasica, la certificata incurabilità o la comprovata pericolosità ".
La Lav chiederà al direttore generale della Asl "di
prendere i conseguenti opportuni provvedimenti oltre che di rafforzare le
iniziative di prevenzione del randagismo, mentre all'Ordine dei Medici
Veterinari chiederà la sospensione dei due iscritti dall'albo e quindi
l'impossibilità a esercitare la professione, per la violazione del codice
deontologico.