Il Centro 26/08/06
 
Giallo sulla morte del cane randagio.
Asl, il manager smentisce il direttore del dipartimento di prevenzione.
 
L'Aquila. Non si fermano le polemiche tra animalisti, amministratori comunali e
Asl in relazione alla morte di un randagio nel canile veterinario, avvenuta
qualche giorno fa dopo la sua cattura. In una nota diffusa ieri il direttore
generale della Asl, Roberto Marzetti, smentisce le dichiarazioni riportate dalla
stampa del direttore del dipartimento di prevenzione, Vincenzo Colorizio, sulle
possibili cause della morte. Marzetti spiega che "ogni dubbio in ordine alle
cause del decesso del cane potrà essere chiarito dai risultati degli esami
dell'Istituto zooprofilattico e dalle relazioni dei funzionari che hanno
proceduto alla cattura e alla custodia dell'animale". Il manager conclude
affermando che, comunque, la vicenda "deve dare l'opportunità di elaborare entro
breve termine un progetto di lotta al randagismo, un fenomeno troppo diffuso in
città, coinvolgendo gli altri enti interessati e le stesse associazioni
animaliste".
    Dal canto loro quest'ultime (Lav, Lega difesa del cane, Animalisti italiani
e No vivisezione) chiedono "di fare luce su un sistema che lascia dubbi e
perplessità sull'operato della Asl veterinaria. "Vogliamo" dicono "che vengano
fuori i responsabili, seguendo quel principio di legalità che dovrebbe essere il
fondamento costituzionale di ogni servizio pubblico".
    Dall'assessore comunale al randagismo, Roberto Tinari, giungono critiche per
le affermazioni del dottor Colorizio, circa i sindaci "grandi assenti" sul
problema del randagismo. Per Tinari appare "singolare che un dirigente della
struttura preposta a trovare le adeguate soluzioni alla questione, scarichi
interamente su altri enti le varie responsabilità. Mi permetto di fargli
presente che gli oltre 200mila euro annui stanziati per la gestione del rifugio
di Bazzano (L'Aquila), le decine di migliaia di euro investite negli ultimi anni
per le sterilizzazioni, le forniture di mangimi e così via, non testimoniano
certo il disinteresse sul problema da parte dell'amministrazione comunale
dell'Aquilano. Non so se il dirigente Asl si riferisse proprio alla municipalità
del capoluogo, ma comunque fare chiarezza non guasta". Nel concludere di non
avere intenzione di aprire polemiche "con l'Asl, con la quale - al contrario -
c'è l'esigenza di una sinergia per affrontare tale problematica nel modo più
efficace" l'assessore Tinari afferma "che la lotta contro il randagismo è
impari, per via dei sempre più frequenti abbandoni".