Il Messaggero Venerdì 25 Agosto 2006 Relazione al manager Asl Colorizio smentisce la morte per violenze: «Il cane Sebastiano è stato avvelenato» di MARCELLO IANNI Il cane randagio ?Sebastiano? non sarebbe morto per le percosse subite ma piuttosto a causa di un boccone avvelenato. Getta acqua sul fuoco, il direttore del dipartimento di Prevenzione della Asl, Vincenzo Colorizio, dopo le recenti polemiche sulla presunta morte violenta del cane randagio ?Sebastiano?, sulla quale s?era innescato un vespaio di polemiche e di denunce di associazioni animaliste. Carte alla mano, Colorizio spezza una lancia in favore del personale del servizio Veterinario, comunicando alla Direzione generale della Asl che, al contrario di quanto dichiarato dagli animalisti, il cane non sarebbe morto per le percosse. «L?anatomopatologo dell?Istituto zooprofilattico di Teramo - scrive Colorizio - non ha rilevato alcuna frattura delle costole, indispensabili per giustificare emorragie intratoraciche. I versamenti emorragici riscontrati fanno supporre ad avvelenamento da sostanze presenti ad esempio nei topicidi, ma l?Istituto sta completando i risultati». Il responsabile del dipartimento di Prevenzione ha parlato di una cane, ?Sebastiano?, che saltava sui tetti delle auto in sosta, ammaccandole per raggiungere una cagnolina in calore; inoltre gli addetti al servizio Veterinario hanno operato per la cattura del cane con tecniche previste dalla normativa. Secondo Colorizio il servizio Veterinario (medico e tecnico) da anni è impegnato a contenere il problema: 2 mila le sterilizzazioni effettuate, a fronte dei quasi 6 mila randagi ancora in libertà ed altri circa 4 mila cani di proprietà ed incustoditi. Infine il medico fa una riflessione: «A chi verrà addebitato questo considerevole consumo di risorse della Asl per esami costosi su una carcassa di animale solo per correre dietro ad accuse infondate, quando assistiamo al razionamento di finanziamenti per la sanità pubblica e riduzione di sostegni economici per i bisognosi?».