27/10/04 - Il Tempo L'Aquila Cuccioli affidati alla Asl finiscono soppressi. Insorgono le associazioni L'Aquila - Non è una brutta favola metropolitana. E' una realtà che si confonde con la barbarie, con il cinismo, con l'assoluta mancanza di sensibilità. E' la storia di alcuni cuccioli randagi seguiti da tempo dalla Lega nazionale per la difesa del cane nei pressi di Roio nell'impossibilità di ricovererli nei rifugi ormai stracolmi. Ieri, nel solito giro di controllo, i volontari della Lega venivano messi a conoscenza che quei cuccioli li aveva prelevati la Asl. Una volontaria si è precipitata al settore veterinario ed è giunta appena in tempo per vedere quei cuccioli, ormai cadaverini, chiusi in alcune buste di plastica. La volontaria ha avuto un malore ed è dovuto intervenire il 118. Sono partite le denunce alle autorità preposte, visto che la soppressione di animali è vietata dalla legge e dal regolamento del Comune. Resta in piedi l'amara realtà di come, alla Asl veterinaria, si risolve il problema del randagismo: uccidendo. Quella visione di cuccioli soppressi ha scatenato la reazione a catena di quanti, tra Lega, Leal e guardie zoofile, hanno, loro malgrado, dovuto assistere a quella sorta di giustizia sommaria. E' realtà che colpisce nell'intimo ogni persona che vive in una società civile. E' realtà che strattona forte i sentimenti veri e forti di tutti noi. Ma non certo chi, per scelta professionale, dovrebbe più di ogni altro garantire salute e soppratutto vita agli animali che gli vengono affidati nella certezza di porli in mani buone. E invece si sono dimostrate mani assassine. E' una vergogna. F.G.