PRIMA DA NOI 11/01/2007

Randagismo, Verdi contro il Comune dell'Aquila

L'AQUILA. Walter Caporale contro Biagio Tempesta: «i cani stanno diventando
vittime dell'intolleranza: stragi di animali uccisi con polpette avvelenate o
miste a vetri tritati, torture e sevizie di ogni genere ma questi eventi, anche
se conosciuti, restano impuniti».

Il Capogruppo dei Verdi alla Regione Abruzzo Walter Caporale interviene sul
fenome del randagismo che nelle ultime settimane entra sempre più in contatto
con episodi drammatici, come la morte del cane Sebastiano avvenuta lo scorso
agosto e deceduto in seguito alle percosse durante la cattura da parte di
veterinari e tecnici del Servizio Veterinario ASL di L'Aquila.
«Ci aspettiamo risposte per la morte cruenta del cane Sebastiano, risposte
chiare e certe sia dall'assessore Regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca, sia
dal Ministro della Salute Livia Turco ai quali abbiamo presentato
l'Interrogazione Regionale e Ministeriale. Mi dispiace inoltre ricordare la
latitanza dell'amministrazione Comunale, nei mesi scorsi, ad intervenire sulla
triste vicenda Sebastiano della quale non ha mai preso una posizione» «A oggi»,
afferma Cristiana Graziani Medico Veterinario responsabile Regionale Ufficio
Diritti Animali , «il Comune di L'Aquila ha ampiamente dimostrato di essere
incapace di provvedere alle cose davvero serie e concrete che interessano la
convivenza civile ed un corretto rapporto uomo-animali. Infatti non ha ancora
realizzato un nucleo di Polizia Urbana che sanzioni i possessori di cani che
omettono di iscrivere il cane all'anagrafe canina regionale, uno dei pilastri
principali per prevenire la presenza di animali randagi sul territorio. Se i
cani acquisiti a qualsiasi titolo venissero contemporaneamente iscritti
all'anagrafe canina e identificati, si potrebbe facilmente disincentivare
l'abbandono o il rilascio dei cani restituendo al proprietario, previa sanzione,
il cane trovato libero di vagar»e.
A pagarne le spese, oltre ai cani, che non verranno mai restituiti ai legittimi
proprietari sono anche le tasche dei contribuenti, per mezzo dei quali vengono
finanziati i canili pubblici.
«Inoltre», continua Caporale, «l'amministrazione Comunale non si è fatta mai
carico di una educazione sanitaria capillare e costante. Il sindaco e
l'assessore al Randagismo Roberto Tinari non devono continuare a fare finta di
niente, scaricando il peso del randagismo sulle associazioni animaliste
territoriali e sui cittadini sensibili al problema».