Dossier sul caso di Sebastiano
Sebastiano, ucciso due volte dalla ASL: prima con la violenza durante la cattura, poi con le (spudorate) menzogne.
Il giorno 24/08/2006 il Direttore del Dipartimento di Prevenzione, dott. Vincenzo Colorizio, inviava - anche ai
media - un promemoria nel quale relazione l'episodio della cattura di Sebastiano e smentisce quelle che, secondo
lui, sono "accuse infondate di private associazioni". In questa missiva il dott. Colorizio riesce a negare
l'evidenza di fatti palesati da referti e confermati da testimonianze, a interpretare in modo incompleto
e parziale le leggi riguardanti il randagismo, a lanciare accuse contro tutti e addirittura a contraddirsi
da solo. Tutto questo sebbene fossero già state diffuse su internet le foto del ritrovamento
di Sebastiano quindi ci si sarebbe aspettati un doveroso silenzio in attesa del corso della Giustizia
e dei provvedimenti interni alla ASL.
24/08/2006 Promemoria per il Direttore Generale della ASL
Dal promemoria sono scaturiti alcuni articoli pubblicati sui principali quotidiani il giorno 25/08/2006:
25/08/2006 Il Centro - La relazione della Asl - Cani randagi, nell'Aquilano sono 5800
25/08/2006 Il Tempo - Sebastiano avvelenato ma nessuno lo ha percosso
25/08/2006 Il Messaggero - Relazione al manager Asl Colorizio smentisce la morte per violenze ...
Non si è fatta attendere la risposta di dirigenti quali il manager della ASL, dott. Marzetti, e l'Assessore
Tinari, e naturalmente delle associazioni animaliste. Colorizio non era autorizzato a esprimersi per conto della ASL.
25/08/2006 Comunicato Assessore Tinari in risposta al dott. Colorizio
25/08/2006 Il Capoluogo - RANDAGISMO, SI SCATENA LA POLEMICA
26/08/2006 Il Tempo - Le associazioni animaliste non si sono lasciate convincere ...
26/08/2006 Il Messaggero - Sulle cause della morte del cane chiarisce il manager dell'Asl.
26/08/2006 Il Centro - Giallo sulla morte del cane randagio.
Dott. Colorizio:
"Si fa notare che la cattura di un cane vagante, in base alla suddetta legge n. 281/91 e alla L.R. n. 15/92, è obbligatoria anche se il cane non è pericoloso, anche se è una "mascotte", anche se è "amico di tutti", poiché le più elementari norme di igiene vietano la presenza di cani vaganti non padronali (zecche, echinococcosi... per non parlare di danni da azzannamento, sia alle persone indifese, sia agli allevamenti zootecnici, con ulteriori esborsi da parte della ASL per risarcimenti)."
Innanzitutto la L. Reg. 15/92 è stata sostituita dalla L. Reg. 86/99. Legge poi ulteriormente aggiornata
con le integrazioni introdotte dalla L. Reg. 8/2004 che prevededono proprio la reintroduzione dei cani catturati
sul territorio:
"I cani, su espressa richiesta ed adozione dell'autorità sanitaria locale, possono essere rimessi in libertà nei luoghi abituali di stazionamento"
E non fosse che il Regolamento Comunale per la tutela, la detenzione e la circolazione di animali, attivo dal 2002,
prevede il "cane di quartiere", così come all'Art. 10 dello stesso regolamento:
"Laddove si accerti, dal Comune d'intesa con il servizio veterinario dell'ASL, la non sussistenza di condizioni di
pericolo per uomini, animali e cose, si riconosce al cane il diritto di essere animale libero. Tale animale viene definito cane di quartiere.
Nel rispetto di quanto previsto dalla legislazione vigente, le condizioni che rendono possibile il riconoscimento
del cane di quartiere vengono definite dal comune d'intesa con il servizio veterinario dell'ASL e in accordo con
i soggetti di cui all'articolo 4 operanti sul territorio. Questi ultimi propongono al servizio veterinario
dell'ASL il riconoscimento dei singoli animali, dei quali assumono l'onere della gestione, attraverso la
loro rete di volontari e cittadini animalisti."
Forse Sebastiano era ritenuto un
"pericolo per uomini, animali e cose"? Il problema erano le automobili
ammaccate (sempre se siano state effettivamente "ammaccate")? Questo basta per applicare una giustizia sommaria?
Quanto alle zecche, è che questi parassiti possono certamente essere presenti sui cani, ma è molto
più facile essere morsi da questo acaro durante un "pic nic" in campagna, sopratutto se si capita sopra
un terreno adibito a pascolo. Oltretutto, i serbatoi naturali delle tipiche infezioni che hanno come vettore
questo parassita, sono proprio rappresentati dagli allevamenti zootecnici e non dai cani.
Quanto all'echinococcosi, dovrebbe essere proprio la ASL ad effettuare i trattamenti contro l'idatidosi ed
evitare quindi il diffondersi di questa parassitosi.
Quanto agli azzannamenti, si ricorda che i cani non mordono tanto per mordere, ma mordono se hanno motivo
di farlo. O perchè spaventati, o per difendersi. A meno che non si paventino altre inverosimili
ipotesi (es. la rabbia), sarebbe significativo poter consultare le statistiche delle morsicature. Sia chiaro:
le statistiche non devono limitarsi ad anno e numero di azzannamenti, ma devono distinguere se cane padronale
o randagio, taglia dell'animale e situazioni più frequenti nelle quali si sono verificati gli incidenti.
RIFERIMENTI NORMATIVI:
Regione Abruzzo - Legge Regionale n. 86 del 21/09/1999
Regione Abruzzo - Legge Regionale n. 8 del 24/01/2004
Comune di L'Aquila - Regolamento Comunale per la tutela, la detenzione e la circolazione di animali
Dott. Colorizio:
"D'altronde, l'Anatomopatologo di Teramo, non ha rilevato alcuna frattura delle costole,
indispensabili per giustificare emorragie intratoraciche imponenti quali l'emopericardio, l'emotorace e
l'emorragia mediastinica descritta nel referto.
Questi ed altri versamenti emorragici interni fanno proprendere, secondo una vasta letteratura, per verosimile
avvelenamento da sostanze anticoagulanti (in particolare i dicumarolici presenti per esempio nei topicidi
utilizzati recentemente da ignoti in alcuni comuni del circondario - Fossa: 10 cani avvelenati)."
Dott. Colorizio:
"La cattura in oggetto è avvenuta alle ore 12,30 del 31/7/06 su richiesta dei
Vigili Urbani del Comune dell'Aquila (che hanno emessa relativa relazione) in Viale Rendina, pieno Centro
Storico, soprattutto per i danni causati ad automobili private dal cane randagio "Sebastiano" (da alcuni
giorni saltava sui tetti delle auto, ammaccandole, per poter scavalcare un recinto e raggiungere una
"cagnolina in calore", come riferito dagli animalisti stessi)."
Quindi, secondo Colorizio, Sebastiano sarebbe stato avvelenato con dicumarolici (anticoagulanti, che agiscono
provocando emorragie interne) e doveva quindi essere in preda a emorragie, sfinito, praticamente in agonia...
però saltava sulle automobili, tanto da ammaccarle, per cercare di raggiungere una "cagnolina in calore"?
La contraddizione è palese, plateale!
Il referto autoptico conferma molteplici lesioni traumatiche e gli esami tossicologici non rilevano la presenza
di alcun veleno ne di farmaci comunemente usati per l'eutanasia. Insomma la morte di Sebastiano è stata
una morte violenta.
Dott. Colorizio:
"Si comunica che il referto n. 13038 dell'esame anatomopatologico effettuato il 4 agosto presso l'Istituto Zooprofilattico di Teramo, attentamente analizzato, non riporta alcuna segnalazione di alterazioni riferibili a "percosse prima del decesso" sul cane in oggetto, come erronamente diffuso dalle associazioni animaliste."
Dott. Colorizio:
"Questi ed altri versamenti emorragici interni fanno proprendere, secondo una vasta letteratura, per verosimile avvelenamento da sostanze anticoagulanti"
Dott. Colorizio:
"Le attrezzature utilizzate all'Aquila e in tutta Italia vengono comunemente chiamate fruste, ma sono dei collari flessibili standard da applicare al collo per evitare lesioni al cane stesso (infatti il referto segnala solo iperemia cutanea=arrossamento al collo di "Sebastiano") e per evitare danni al personale, più volte azzannato."
Dott.ri Colorizio, Imperiale & addetti alla cattura: VERGOGNA!
VERGOGNA!!!