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(30/10/2007 11:19) | RINVIATI A GIUDIZIO UN DIRIGENTE VETERINARIO E DUE
TECNICI ASL PER LA MORTE DEL CANE SEBASTIANO
(Sesto Potere) - L'Aquila - 30 ottobre 2007 - Le associazioni animaliste
aquilane comunicano la notizia che il Pubblico Ministero Tullia Monteleone,
della Procura di L'Aquila, dopo un anno di indagini, ha disposto l'atto di
citazione a giudizio nei confronti del dott. Saverio Flamini, quale dirigente
veterinario presso la Asl 4 di L'Aquila, Ascaride Claudio e Alessandri Paolo,
quali ausiliari in servizio presso la medesima struttura, per il reato di cui
agli artt. 110, 544bis, 61 n.9 del C.P. perché, "agendo di comune accordo tra
loro, tutti in violazione dei doveri inerenti il pubblico servizio, procedevano
alla cattura del cane randagio, noto con il nome di Sebastiano, utilizzando
metodi e sistemi di coercizione estremamente violenti e inadeguati per mancanza
di necessità, sì da provocare all'animale lesioni consistite in: traumi esterni
contusivo-compressivi, con relativi versamenti emorragici nel sottocute e a
volte profondi al punto da interessare anche i piani muscolari di diverse aree
del corpo; imponenti emorragie interne a livello toracico e lesione contusiva,
con relativo infarcimento emorragico, dei muscoli addominali sovrastanti;
lesione traumatica contusiva, con relativo infarcimento emorragico, dei muscoli
addominali sovrastanti; lesione traumatica contusiva a carico di un tratto di 10
cm dell'intestino tenue; iperemia cutanea della parte superiore del collo
presumibilmente dovuta a sfregamento (stretta del laccio); protusione del globo
oculare sinistro con notevole iperemia della congiuntiva ed ematoma
retro-orbitale; impronta dei denti sulla faccia dorsale della lingua con
scollamento dell'epitelio linguale di presumibile natura traumatica intra vitam,
lesioni tali da cagionare la morte dell'animale per collasso cardiocircolatorio,
all'interno del mezzo di trasporto dagli stessi utilizzato".
I fatti risalgono al mese di luglio 2007, quando Sebastiano, uno dei tanti cani
di quartiere della città, per raggiungere una cagna in calore dentro un recinto
di una villa nei pressi di Via dei Giardini, aveva arrecato dei danni ad alcune
macchine parcheggiate; per questo motivo era stato contattato il Servizio
Veterinario affinché prelevasse il cane e lo conducesse presso il Canile
sanitario, presso l'ex presidio ospedaliero di Collemaggio, dove però non arrivò
mai vivo. Alla richiesta di spiegazioni il responsabile del Servizio
Veterinario, dott. Pierluigi Imperiale rispose inviando la carcassa del cane
all'Istituto Zooprofillatico di Teramo per l'esame necroscopico che tuttavia
confermava appieno la natura traumatica delle contusioni riportate dal cane.
Ricordiamo che il dott. Pierluigi Imperiale e il dott. Mauro Ponziani, medici
veterinari ASL, sono stati condannati in primo grado dal giudice Romano
Gargarella, nel marzo 2007, per aver soppresso, senza necessità, 8 cuccioli
randagi di Roio.
Nonostante questa serie di gravi anomalie, il Direttore Generale, dott. Roberto
Marzetti, sebbene avesse promesso di far luce su tali fatti e di prendere
provvedimenti nei confronti dei responsabili, a tutt'oggi non ha ancora preso
alcuna posizione in merito. Non è ancora stata resa nota, fra l'altro, la
decisione della Dirigenza ASL di L'Aquila in merito alle dimissioni presentate
dal responsabile dott. Pierluigi Imperiale all'indomani della sua condanna, e
soprattutto risulta incomprensibile come, nonostante ci fossero indagini in
corso, la ASL abbia recentemente acconsentito a rinnovare il contratto di
collaborazione a uno degli imputati.
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