CORRIERE DELLA SERA 16/01/2005

La sezione di Foggia accusa il presidente della Protezione animali. 
Che replica: tutto falso
    
«Spariti i fondi per i cani»: indagine sull'Enpa

Al centro dell'inchiesta quattro assegni per un totale di 16 mila euro 
destinati a un canile privo anche di acqua e corrente elettrica. 
Ma il pm è stato trasferito e l'istruttoria resta ferma


ASCOLI SATRIANO (Foggia) - Un canile, alcuni assegni destinati a migliorare
la vita dei randagi e che invece sembrano spariti. E un'inchiesta che coinvolge
anche il presidente nazionale della Protezione animali che va avanti da troppo
tempo senza arrivare a conclusioni. La storia è quella del canile di Ascoli
Satriano, costruito dall'Enpa nazionale nel 2003 con un finanziamento di
35 mila euro: nove box con spazio per una quarantina di cani. Una struttura
contestata dai volontari locali: sostengono che non ci sono nemmeno i collegamenti
diretti all'acquedotto e alla rete elettrica. Per far bere gli animali bisogna
usare le taniche. In più la zona, ventosa, non pare l'ideale per ospitare
dei quattrozampe in recinti all'aperto, senza cucce chiuse. Alla fine del
2003 il Comune di Ascoli Satriano decide di erogare un contributo straordinario
di 16 mila euro a favore dell'Enpa, per opere di sbancamento del terreno.
Quattro assegni circolari (n.2500446965/6/7/8) dell'importo di 4.000 euro
cadauno intestati all'Enpa sono consegnati nelle mani del presidente nazionale
Paolo Manzi. Ma, secondo la denuncia fatta dalla sezione locale dell'Ente,
i quattro assegni non vengono versati sul conto dell'Enpa. 
«Sono venuta a conoscenza per caso di questo contributo straordinario del
Comune - spiega la presidente della sezione di Foggia Terry Marangelli -
e con stupore abbiamo scoperto che l'intera somma non è stata destinata ai
nostri amici animali bensì ad altri scopi. Migliaia di euro sarebbero stati
versati infatti su conti personali del presidente nazionale e del figlio».
Sdegnata la reazione di Manzi: «Non è vero niente. Quei soldi sono stati
regolarmente versati in cassa e successivamente usati per pagare l'impresa
che ha effettuato i lavori». 
Per mesi la sezione locale chiede spiegazioni sulla sorte della somma. Il
caso arriva anche all'esecutivo nazionale, diventando oggetto di scontro
all'interno dell'Ente. Gli accusatori del presidente - tra cui Anna Miglietta
- parlano apertamente di «fatture fittizie da parte di impresi inesistenti»
per giustificare l'uso degli assegni. Poi scattano le denunce. 
Sono affidate alla Guardia di finanza, già da tempo impegnata in un'altra
delicata inchiesta nella quale il presidente nazionale è tuttora indagato
dalla Procura di Foggia per usurpazione di funzione pubbliche, sostituzione
di persona, falsità ideologiche e truffa. 
I finanzieri sentono testimoni e sequestrano tutti i documenti sulla vicenda,
anche nel Comune di Ascoli Satriano. «Gli investigatori - spiega il sindaco
Antonio Rolla - hanno richiesto tutti gli incartamenti relativi alla costruzione
del canile. Certamente una brutta storia: se la magistratura dovesse confermare
le accuse, la condanna dovrà essere durissima per coloro che affermano di
aiutare gli animali». 
La documentazione viene trasmessa alla Procura. Ma il fascicolo resta fermo.
«Purtroppo il pm Cimmino che seguiva questa vicenda è stato trasferito -
spiega il procuratore Giuliani -. Dovremo affidare il voluminoso dossier
ad un nuovo collega. Altro non posso dire». 
E. N.