Il Secolo XIX 
Sanremo, 25 Settembre 2003 

«I rifugi sono stracolmi: o si applica la legge sui tatuaggi dei cani, oppure 
bisognerà sopprimerne a decine ».Sono parole forti quelle dell'ingegner Roberto 
Nicoletti, presidente dell'Enpa sanremese, davanti all'elevato numero di 
"vaganti" (così vengono chiamati i quattrozampe abbandonati o randagi) che 
affollano i canili di Sanremo e Ventimiglia, quest'ultimo gestito dalla Lega del 
Cane. I dati forniti dall'Enpa descrivono una situazione drammatica. Solamente 
nel rifugio sanremese, in strada San Pietro, negli ultimi tre anni sono stati 
ricoverati circa 600 cani, dei quali solo un quarto con il previsto tatuaggio. 
L'ultimo censimento è stato effettuato a fine luglio: gli "ospiti" erano 125, di 
cui solo 16 in regola. Peggio quanto accade a Ventimiglia, dove gli animali 
tatuati nel trienneio 2000-2002 sono stati il 10 per cento su un totale di 
2000.«Il riaffido è sempre problematico, ma il problema è all 'origine. Se i 
cani fossero tatuati, i proprietari che lo perdono se lo vederebbero restituito, 
e gli abbandoni sarebbero impossibili. La legge che prevede il tatuaggio risale 
al 1990, ma è sempre stata ignorata dai Comuni e dalla Provincia. Così i rifugi 
strabordano».
 Mantenere i cani, inoltre, ha un costo, senza contare che per molti quella è 
l'ultima dimora.
 «Invito il presidente della Provicnia,i sindaci e i veterinari a visitare le 
strutture di accoglienza dell'imperiese per rendersi conto dello stato di 
prigionia in cui si trovano gli "ignoti", i non tatuati,che non possono essere 
riaffidati perché malati, o vecchi, o semplicemente per mancanza di richiesta». 
Anche il mantenimento dei canili è sempre più problematico:le strutture spesso 
sopravvivono grazie all'opera dei volontari.
 La soluzione? Il tatuaggio a tappeto per tutti i cani della provincia. 
«Chiediamo ai sindaci e il presidente della provincia Gianni Giuliano diprendere 
accordi in tal senso con l'associazione dei medici veterinari, così che 
applichino un prezzo politico, e con l'Asl. Il compito di censire i cani 
potrebbe essere affidato a vigili urbani, e logicamente agli stessi veterinari. 
Solo in questo modo, e con una campagna di sterilizzazione per la riduzione 
delle cucciolate, si potrà evitare l'eutanasia per centinaia di cani, dopo una 
vita passata nella prigione del canile ».
 P.I.