La Stampa dell'8/4/2003 

EX VOLONTARIA RIVELA: «SOPPRIMEVANO I GATTI APPENA NATI». REPLICA DEL PRESIDENTE
BUZZI: «E' FALSO» 
Camera a gas dell'Enpa sequestrata dalla procura
Aperto un fascicolo contro ignoti con l'ipotesi di accusa di maltrattamento di 
animali 

SAVONA - Il fascicolo, aperto dal sostituto procuratore della Repubblica, è per 
il momento contro ignoti. Il reato ipotizzato è quello di maltrattamento di 
animali. Il caso della mini camera a gas scoperta da due guardie zoofile 
torinesi in un magazzino dell'Enpa di Savona, ieri ha fatto registrare nuovi 
colpi di scena. Da una parte c'è l'apertura ufficiale di un'inchiesta da parte 
della magistratura, dall'altra ci sono tre denunce (anch'esse contro ignoti) 
presentate a polizia e carabinieri da ex volontari dell'ente animalista e ancora 
la testimonianza di un'altra zoofila che sostiene che la soppressione di gattini 
appena nati nella sede dell'Enpa sarebbe avvenuta anche nei mesi scorsi ed era a 
conoscenza di tutti. Pronta la replica del presidente Giovanni Battista Buzzi: 
«Ribadisco che quella mini camera a gas, per altro realizzata dal Cnr, il centro 
nazionale ricerche, si è usata fino a una trentina di anni fa quando ancora non 
si sterilizzavano i randagi ed era comunque un passo avanti rispetto ai metodi 
cruenti che si seguivano prima. Ma a questo punto non so più che cosa 
aggiungere. Posso solo dire che sono a disposizione della magistratura per tutti 
i chiarimenti del caso». L'inchiesta della procura ha già mosso i primi passi. 
La mini camera a gas, una scatola di legno collegata a una bombola con un tubo 
di gomma, è stata sequestrata e nei prossimi giorni è ipotizzabile che saranno 
sentiti i firmatari delle denunce. Alcuni dei quali sono usciti allo scoperto. 
Dice un'ex volontaria, B.L.: «Io ho collaborato con l'Enpa per qualche mese, tra 
la scorsa estate e l'inizio di quest'anno e sapevo di quella procedura. Venivano 
soppressi i gattini, che avevano pochi giorni di vita e gli occhi ancora chiusi. 
Tutti lo sapevano, come tutti sapevano che quel marchingegno era in funzione. Io 
e altri volontari abbiamo sempre pensato che fosse tutto in regola». Il 
presidente dell'Enpa, conosciuto da tutti per le sue animate battaglie in difesa 
degli animali, non nasconde la propria amarezza: «Questa storia è per noi una 
mazzata. Come possiamo pretendere il rispetto degli animali, dopo quello che è 
stato scritto sui giornali?». 

c. v.