(Del 14/4/2004 Sezione: Torino cronaca Pag. 45)


CHIUSI GLI UFFICI DELLA SEDE DI CORSO SAN MAURIZIO, FUNZIONA IL CANILE GESTITO
DAI VOLONTARI «L?Enpa non è svanito nel nulla»
Parola del commissario dell?ente


Che fine ha fatto l?Enpa di Torino? Lo chiedono alcuni cittadini, disorientati
dall?assenza di informazioni seguita all?avvio dell?inchiesta giudiziaria sulla 
situazione contabile innescata dalla denuncia di due guardie zoofile contro la 
vecchia gestione. Era il settembre 2003. A quasi un anno da quella vicenda, 
tuttora sotto la lente della magistratura, su una fra le realtà più attive nella 
tutela degli animali è calato il silenzio: «congelata» la pattuglia delle 
guardie zoofile; in disarmo l?ufficio presso la Procura che affiancava gli 
inquirenti nel perseguire i casi di maltrattamento (compresi i combattimenti 
clandestini); muti i telefoni della sede in corso San Maurizio 71, chiusa senza 
lasciare nemmeno un avviso. Da qui le lamentele di chi sente di aver perso un 
punto di riferimento, e se ne dispiace. Soprattutto, vorrebbe sapere se l?Enpa 
esiste ancora o è confinata all?elenco telefonico. E? il caso di Marta Amadei, 
che dopo aver suonato invano al campanello in corso San Maurizio, chiama il 
canile dell?Associazione su indicazione di un passante: «Nessuno mi risponde. 
Riprovo mezz?ora più tardi ma il telefono suona a vuoto. Allora mi domando se 
abbiano trasferito anche il canile...». Eppure la signora desiderava iscriversi, 
al punto da sciropparsi il viaggio in autobus da Mirafiori Sud fino in corso San 
Maurizio. Altrettanto disorientata la lettrice che si firma «una cittadina 
indignata». Come socia dell?Enpa dovrebbe saperne qualcosa. Stessa trafila, 
invece: con la variante di riuscire a contattare il canile di via Germagnano. 
Qui la informano che le guardie zoofile sono un ricordo, l?Associazione è 
guidata dal commissario straordinario inviato da Roma per rimettere insieme i 
cocci sopravvissuti all?inchiesta. «A chi devo rivolgermi quando vedo bastonare 
un cane sotto casa, come è avvenuto di recente? - domanda la lettrice -. Pago 
una quota annuale ad un ente che si definisce ?Protezione animali? ma non riesce 
più a proteggerli». La buona notizia è che il canile dell?Enpa, almeno quello, 
esiste ancora. Lo conferma Sergio Sellito, commissario straordinario: «La 
struttura, forte di 80 ospiti, lavora regolarmente anche se servirebbe gente che 
venga a darci una mano: soci compresi. Non solo. Abbiamo inaugurato un corso per 
volontari e contiamo di aprire entro l?anno un ambulatorio veterinario nel 
canile, dove sono stati accorpati gli uffici». Eppur si muove, insomma. «Certo, 
non è stato un periodo facile - ammette Sellito -. Senza entrare nel merito 
dell?inchiesta, abbiamo dovuto fronteggiare lacune contabili ed un serio 
dissesto finanziario: mancati o errati versamenti all?Inps e all?Inail, 
posizioni non comunicate, debiti per diverse migliaia di euro. La scelta di 
chiudere la sede di corso San Maurizio, e forse di venderla, risponde alla 
doppia necessità di risparmiare e regolare i conti con i creditori. Né ci ha 
aiutato la revoca della convenzione da parte del Comune». Quanto alla
sospensione delle guardie zoofile e dell?ufficio presso la Procura, sono state 
decise dalla presidenza nazionale dell?ente in attesa dei riscontri giudiziari. 
«Va da sé che per le emergenze i cittadini possono chiamare le forze 
dell?ordine, competenti per i maltrattamenti di animali - conclude il 
commissario -. Ma siamo consapevoli del significato delle guardie zoofile e le
riattiveremo non appena la situazione si sarà definita. L?Enpa non è morta, 
anzi. Chi vuole darci una mano è il benvenuto»
Alessandro Mondo