(Del 6/7/2004 Sezione: Torino cronaca Pag. 43)

UN CRONISTA PER VOI. I CONDOMINI DI CORSO SAN MAURIZIO: HA TRASLOCATO E LI HA LASCIATI LI?
«L?Enpa ha abbandonato 20 gatti»
L?ente si difende: «Una legge vieta di trasferirli»

Angelo Conti

La sigla Enpa, come sappiamo, sta per «ente nazionale protezione animali». Paradossalmente,
proprio l'Enpa, che due mesi fa ha trasferito i suoi uffici nel canile municipale di via
Germagnano, si sarebbe «dimenticata» della colonia di gatti che accudiva quando si trovava
nell'ex sede di corso San Maurizio 71. «Ma come? Proprio loro che dovrebbero occuparsene
li hanno abbandonati a se stessi?» fanno presente 11 condomini dello stabile che hanno
scritto e firmato una lettera inviata al Cronista per voi. Possibile? «Sì, hanno portato
via mobili, sedie, computer ma si sono dimenticati una ventina dei gatti. Potrà sembrarvi
frivolo che con lo scandalo delle esumazioni al cimitero, la guerra in Iraq e la gente
che parte per le vacanze ci sia un intero caseggiato che si occupa di queste bestiole,
diventate un sacco di pulci, sporchi, magri, affamati, e pieni di paura. Per giorni,
settimane, nessuno li ha sfamati. Alcuni sono spariti, gli altri hanno vivacchiato
fino ad oggi, anche grazie all'interessamento di alcuni di noi». In effetti, nei due
grandi cortili comunicanti di corso San Maurizio 71, dove una volta c'era la sede
dell'Enpa, oggi al piano terra, sul ballatoio, le persiane sono chiuse. Un cartello
indica che gli uffici sono trasferiti in via Germagnano. E la colonia di mici?
E' disseminata qua e là, su balconi, tetti, ringhiere, sotto le auto in sosta.
Tigrati, marron, bianchi e neri. Sonnecchiano pigri, si riparano dal sole cocente
in ogni angolo di ombra. Alcuni sembrano un po? malconci. Per loro, tutto ciò che
è rimasto sono le quattro piccole casette di legno sotto i ballatoi, usate come riparo
per l'inverno. E un paio di piattini vuoti e sudici. «Da qualche tempo vediamo arrivare
una signora sulla cinquantina - spiegano i condomini -, si chiama Gabriella. Di tanto
in tanto, la sera, porta qualcosa da mangiare, ed è anche riuscita a sterilizzare
qualche gatto. L'abbiamo avvicinata per capire se l'aveva mandata qualcuno.
Dice che ha saputo di questa emergenza da una signora che abita qui nella zona.
Così si è precipitata. Ma poveretta, non ha nemmeno i soldi per lei, fa quello che può».
Gli inquilini di corso San Maurizio riferiscono anche dell?esistenza di un accordo
su questo gruppo di simpatici quadrupedi. «Abito in questa casa da trent?anni - spiega
una delle firmatarie - e conoscevo la signora Alba. Da quanto ci risulta, alla sua morte,
avvenuta dieci anni fa, lasciò i suoi locali all'Enpa, ma a patto che loro si occupassero
dei suoi dieci gatti. Oggi la signora Alba si rivolterebbe nella tomba: tutti abbandonati
a loro stessi». Per ora i gatti se la sono cavata. Un po? grazie al buon cuore di chi
in quelle case ci abita, un po? grazie al "volontariato" della signora Gabriella,
ormai gattara di professione, ma con ridotte possibilità economiche. «Arriverà il caldo
torrido, e questi animali avranno bisogno soprattutto di acqua, più volte la giorno.
Cosa accadrà nelle prossime settimane - si domandano preoccupati - quando le case
si svuoteranno per le vacanze? Per ora, la loro sorte si è affidata al caso, ma qui serve
un controllo costante e giornaliero che nessuno di noi può garantire». E l?Enpa?
E? da tempo commissariata dopo le durissime faide che l?hanno dilaniata, negli ultimi anni.
Il dottor Sergio Sellitto ha il compito di reggere temporaneamente la sede torinese dell?ente.
Conosce bene la questione dei gatti di corso San Maurizio: «Purtroppo, dopo il nostro trasloco,
non avevamo nessun titolo per spostare anche i gatti. Anzi, questa manovra ci è addirittura
vietata dalla legge. La 281 del ?91 indica che le colonie feline sono libere. Più facile
sarebbe stato se ci fossimo trovati di fronte a cani, quelli potevamo spostarli nel canile.
Non è comunque vero che abbiamo abbandonati quei venti gatti: siamo in contatto con chi
li assiste ed i nostri veterinari hanno anche provveduto ad alcune sterilizzazioni».