LA STAMPA 12/11/2005

BOLOGNA SOTTO SEQUESTRO LA STRUTTURA COMUNALE GESTITA DA UN'ASSOCIAZIONE
ANIMALISTA
Canile lager, topi nel cibo e animali sbranati

corrispondente da BOLOGNA

Una vita da cani era una vita d'inferno quella degli animali ospitati dal canile
municipale di Bologna. Ieri i carabinieri del Nucleo operativo ecologico e i
vigili urbani hanno messo sotto sequestro la struttura dopo aver constatato le
condizioni di estremo degrado in cui venivano tenuti circa 260 fra cani e gatti:
una cagna di grossa taglia di nome Polly, che era legata con una corda, è stata
sbranata da altri animali nello stesso box. Il cibo portato agli animali era
troppo scarso e andato a male, nelle razioni sono stati trovati anche topi
morti. Molte bestiole erano denutrite e in cattivo stato di salute, in una
situazione di tale abbandono che il pm della procura di Bologna Lucia Musti ha
indagato cinque responsabili del canile - che era affidato in gestione all'Enpa
-, per uccisione e maltrattamenti di animali. Il Comune di Bologna ha sospeso il
contratto di servizio con l'Enpa in attesa della conclusione dell'inchiesta e ha
avviato una propria indagine, mentre il magistrato gli ha riaffidato la
conduzione diretta della struttura. Era stato proprio il Comune, come ha
spiegato ieri l'assessore alla Sanità Giuseppe Paruolo, a dare il via
all'inchiesta: «Nei mesi scorsi, dopo diverse segnalazioni sul canile e la morte
di un cane legato nella gabbia, il Comune ha trasmesso alla procura della
Repubblica gli atti degli accertamenti svolti». L'assessore, commentando la
decisione di ridare al Comune il controllo diretto ha aggiunto: «E' un
riconoscimento importante, perché sottolinea l'estraneità del Comune, poi perché
riconosce la nostra capacità di provvedere alla gestione diretta». Di
conseguenza non sarà necessario spostare cani e gatti in un'altra struttura,
cercando così di risparmiare loro nuovi disagi. Intanto l'Enpa ha annunciato che
presenterà un'istanza di dissequestro del canile, smentendo che fra i cinque
indagati ci sia il presidente regionale dell'associazione: nell'inchiesta è
invece coinvolto il presidente della sezione Enpa di Bologna Luciano Giuffrida
al quale, afferma il coordinatore Carlo Locatelli, «va la nostra massima stima e
fiducia». Dunque l'associazione animalista fa quadrato intorno ai propri
esponenti: «Faremo chiarezza sulle accuse visto che, tra l'altro, la struttura
era controllata, ispezionata e monitorata dai veterinari dell'Asl - aggiunge il
coordinatore - Già in passato, in seguito a una petizione organizzata da alcuni
ex dipendenti e volontari allontanati dall'associazione, erano state mosse
accuse nei confronti dell'Enpa, accuse poi smentite da un sopralluogo».