Al Presidente della Lega anti Vivisezione
Santo Richichi
 
E p.c. alle Delegazioni LAV italiane
Firenze, 13 ottobre 2005
Oggetto: I cani salvati dalla prigionia dello zoo di Napoli
 
Egr. Sig. Santo Richichi,
 
in merito all'articolo pubblicato sull'ultimo numero di Impronte intitolato "I
cani salvati dalla prigionia dello zoo di Napoli", ci sentiamo in dovere di dare
delle precisazioni alle falsità riportate nell'articolo stesso.
Prima di tutto la LAV Nazionale, nella persona del Dr. Ciro Troiano quale
responsabile del settore SOS combattimenti, era perfettamente a conoscenza dei
problemi strutturali del canile di Tomerello (Campi Bisenzio) che avrebbe
ospitato i cani: la struttura non è a norma (vedi impronte n. 94 luglio 04). Ma
il sequestro fu fatto su azione legale della stessa LAV di Firenze molti anni fa
quando questa era gestita da altra associazione (Amici del cane) in quanto si
riscontrarono gravi casi di incuria e maltrattamento.
Da quando la gestione del canile è stata affidata al Dr. Alberto Alberti (Unione
amici del cane e del gatto) la situazione è nettamente migliorata pur con i
limiti strutturali che anche noi abbiamo più volte segnalato, insieme al Dr.
Alberti stesso, all'amministrazione comunale di Campi Bisenzio.
 
Precisato questo, vorremmo far notare che la "legittima" richiesta di
restituzione dei cani da parte della LAV nazionale è avvenuta con appena 24 ore
di anticipo, senza che né ai soci della delegazione fiorentina, né al Dr.
Alberti, né alla responsabile del progetto di recupero e tanto meno ai
veterinari che curano i cani, fossero richieste le minime informazioni circa
l'opportunità dal punto di vista fisico e psichico degli animali per un loro
eventuale spostamento.
 
Sottolineiamo che l'accesso alla struttura non è mai stato negato a nessuno e
che chiunque ha sempre avuto la possibilità di vedere i cani e constatare di
persona i progressi fatti nel loro recupero fisico e psichico (quest'ultimo
basato sul metodo dolce che non prevede atti coercitivi di nessun tipo) . Si à
il caso che nonostante i ns. ripetuti inviti, nessuno della LAV nazionale si sia
preoccupato di venire a verificare di persona lo stato dei cani se non in due
fugaci occasioni, e tutta la vicenda che adesso ci vede in contrasto si basa
sulla fiducia incondizionata che il Consiglio Direttivo nazionale ha dato a
degli ex attivisti fiorentini che hanno gratuitamente infamato il lavoro portato
avanti a titolo volontario dalla Dr.sa Cristina Volpini (naturalista, consulente
comportamentale), dall'istruttore cinofilo Sig. Daniele e Ciucchi e da tutti gli
altri componenti della ex-delegazione fiorentina. Riguardo a tali accuse abbiamo
già avviato un'opportuna azione legale.
 
Siamo lieti di sapere che la LAV si è resa disponibile a restituire le donazioni
che le persone di cuore hanno fatto per l'adozione a distanza dei cani dell'ex
zoo di Napoli in quanto la ex Delegazione fiorentina quei soldi non li ha mai
visti (e la stessa Sig.ra De Renzi dichiarò che ad un mese dall'inizio della
campagna di raccolta fondi erano stati raccolti circa E20.000). Le enormi spese
per le cure necessarie e l'allestimento dei box sono state interamente a carico
della delegazione stessa dal gennaio a novembre 2004: solo da dicembre a maggio
2005 alla delegazione è stato restituito il 60% delle spese documentate per la
gestione dei pit bull. Adesso stiamo pagando per i cani di tasca nostra e con
l'aiuto del Dr. Alberti.
 
Ci fa inoltre piacere che la LAV si stia impegnando per ottenere una
disposizione dal giudice per l'affidamento dei cani a famiglie: richiesta, tra
l'altro, da noi fatta più volte alla stessa LAV.
 
Ci preme sottolineare che confermiamo il nostro totale disaccordo con i metodi
di addestramento usati nel canile di Roma che ospita gli altri pit bull: uso del
collare a strozzo, coercizioni di vario tipo, spazio ridottissimo dei box (circa
5 mq). Nel canile del Tomerello i cani hanno a disposizione box di circa 15 mq.
La struttura sarà brutta ma lo spazio, l'affetto e le cure per i cani non
mancano.