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Sequestrati i canili di Campobasso



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10/09/04
Lav
Sequestrati i canili di Campobasso


La LAV esprime grande soddisfazione per le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Campobasso (Nucleo Provinciale Polizia Tributaria) che, su provvedimento della Procura della Repubblica del capoluogo regionale, hanno portato al sequestro preventivo dei tre canili comunali di Campobasso per le scarse condizioni igienico-sanitarie delle strutture dove complessivamente sono presenti quasi mille cani. Le drammatiche condizioni di detenzione degli animali nel nuovo canile sanitario di Campobasso, in funzione da appena un anno quando vi erano stati trasferiti circa 800 cani prelevati dal canile fatiscente di Tappino e dal canile sito presso il vecchio mattatoio della città, nonché accalappiati, erano state denunciate lo scorso maggio dalla LAV, dalla Lega Molisana per la Difesa del Cane e dall’on. Claudio Azzolini (Forza Italia), anche attraverso un filmato realizzato dalla LAV e distribuito ad emittenti televisive nazionali e locali.
“Non vi è dubbio, da parte nostra, che le carenze strutturali dei tre canili abbiano pregiudicato il benessere degli animali – dichiara Elisa D’Alessio, responsabile LAV settore Randagismo - Il nuovo canile, nato con uno stanziamento di circa 1 miliardo e 600 milioni di vecchie lire, progettato per circa 300 cani ma adattato per un numero più che doppio di animali semplicemente riducendo lo spazio a disposizione dei singoli cani, è diventato subito una sorta di “trappola” dove i cani, ora in sequestro giudiziario, sono ammassati come avviene, purtroppo, per le galline nelle gabbie di batteria. Per questi cani chiediamo una rapida soluzione, indicando nell’adozione la via migliore, e l’accertamento di ogni responsabilità per le carenze esistenti e la mancata prevenzione”.
“Ci chiediamo seguendo quali criteri sia stato costruito il nuovo canile, sapendo che con esso si doveva andare a “sanare” le già gravi condizioni di detenzione dei cani alloggiati nei due più vecchi canili e documentate anch’esse nel filmato distribuito dalla LAV – dichiara Elisa D’Alessio, responsabile nazionale LAV settore Randagismo – Utilizzare cospicui fondi pubblici per mettere in piedi un nuovo canile che comunque non rispetta neppure le minime condizioni di sicurezza e di benessere per gli animali, significa buttare denaro dalla finestra e soprattutto non assolvere al dovere, proprio di ogni amministrazione locale, di tutela degli animali d’affezione e di prevenzione del randagismo”.
Ecco alcuni dettagli relativi alle condizioni di detenzione degli animali nel nuovo canile:
- i cani non hanno acqua e cibo a sufficienza e vengono alimentati solo a giorni alterni. E’ vietato ai volontari cucinare per cuccioli e cani ammalati; il mangime che il Comune passa è di ultima scelta, e, nonostante la Lega Molisana per la Difesa del Cane riferisca che i cani soffrono di imponenti disturbi intestinali, la qualità del mangime non viene migliorata. Non ci sono ciotole sufficienti al fabbisogno dei cani.
- Sono stati posizionati pannelli elettro-saldati che procurano graffi ai volontari e sono pericolosi per i cani e le finestre sono murate, senza possibilità di aprirle. L’inquinamento acustico, provocato dal disperato abbaiare dei “nostri amici”, è insostenibile per gli stessi cani.
- I box mancano dei pozzetti per gli scarichi ed i pavimenti trattengono le deiezioni dei cani, rendendo impossibile la respirazione all’interno del canile. I pavimenti dei box sono perennemente bagnati perché ricoperti da una sostanza idrorepellente; quando piove e quando i box vengono lavati la struttura si allaga e così i cani più grandi saltano sulle cucce che, costruite male, sono già tutte distrutte e sporche. Nel canile si possono vedere cani visibilmente magri, sofferenti o impauriti e che si nascondono nelle cucce.
-Non esiste uno spazio esterno funzionale al sacrosanto diritto di sgambettare dei cani. Corridoi lunghi e bui, non consentono ai cani neppure di godere di una sufficiente illuminazione ed aerazione degli ambienti. Il sovraffollamento e le difficili condizioni di sopravvivenza portano i cani ad aggredirsi tra loro fino ad uccidersi.
- La ASL è consapevole che la situazione del canile non è ottimale ma ha comunque concesso un permesso temporaneo per il soggiorno di un numero così alto di cani, non sapendo che il canile non è stato ancora completato. E così ha iniziato a trasferire cani dallo scorso agosto, prendendoli dalla strada in maniera indiscriminata, catturando a volte anche cani padronali o sterilizzando - addirittura per la quarta volta, con mezzi inadeguati e dolorosi, senza controlli preventivi - cani già sottoposti all’intervento. Una cagnetta, spaventata per l’accalappiamento e già sofferente è stata operata ugualmente; la mattina seguente è stata trovata in un lago di sangue, deceduta per emorragia interna. Un’altra sfortunata cagnolina è stata sterilizzata immediatamente dopo aver partorito; non aveva ricevuto alcuna visita preventiva che accertasse il suo stato, ma solo “uno sguardo da lontano”.
- Il Comune non risponde agli appelli dei volontari o risponde semplicemente di non avere denaro. Questi sono i risultati di una struttura per la quale è stato stanziato 1 miliardo e 600 milioni di vecchie lire? Cominciare con l’introdurre nel canile le nuove cucce donate dalla Lega Molisana per la Difesa del Cane, che giacciono in un angolo inutilizzate, non costerebbe nulla.
Il filmato-denuncia diffuso dalla LAV mostra, oltre al nuovo canile (immagini finali del video), anche le gravissime condizioni dei cani nel canile di Tappino (Campobasso) e le condizioni di detenzione dei cani presenti nel vecchio mattatoio, in pieno centro di Campobasso: una struttura che seppure fatiscente è la più dignitosa (per usare un eufemismo) per i cani prigionieri nei canili della città, con circa 300 cani che hanno almeno la possibilità di fruire di spazi all’aperto e non solo al chiuso.