VICENDA PIT BULL CANILE DI CAMPI: SODDISFAZIONE DEI VERDI PER L?AFFIDAMENTO DEL PRIMO CANE I Pm Soresina e Mione della Procura della Repubblica di Firenze hanno disposto l?affidamento in famiglia di uno dei cinque pit bull provenienti dallo zoo di Napoli e ospiti da due anni del canile del Tomerello (Campi Bisenzio). I cani erano stati posti sotto sequestro penale il 10 febbraio scorso dopo che ne era stato richiesto il trasferimento in un?altra struttura e l?Unione Amici del Cane e del Gatto, che da più di due anni segue questi animali, si era dichiarata contraria, alla luce anche del fatto che vi erano delle famiglie disposte ad adottarli. L?aggravarsi delle condizioni di salute di uno di questi animali (a causa purtroppo di una forma tumorale) ha richiesto l?uscita dal canile e la permanenza in una famiglia al fine di assicurargli tutte le cure e l?affetto necessari. Due dei volontari che accudiscono da tempo i pit bull si sono resi disponibili ad adottare l?animale e sono stati nominati custodi giudiziari dall?autorità competente. I Verdi ringraziano la Procura della Repubblica e le forze dell?ordine per la prontezza con la quale hanno risposto all?appello per salvare lo sfortunato cane e per la collaborazione dimostrata per garantire il benessere dell?animale. Speriamo -continuano i Verdi- che tutti i pit bull sequestrati possano essere affidati entro breve tempo alle famiglie che ne hanno fatto richiesta: l?adozione dovrebbe essere il fine ultimo per il quale tutte le associazioni animaliste dovrebbero lottare, in maniera particolarmente incisiva per quegli animali che in passato hanno dovuto subire storie di violenza e deprivazione come nel caso di questi cani, per tanti anni prigionieri nelle anguste gabbie dello Zoo di Napoli. Luca Ragazzo consigliere provinciale Verdi Firenze Cristina Volpini Carlo Bastiani portavoce Verdi Provincia di Firenze L'UNIONE AMICI DEL CANE E DEL GATTO: COLPEVOLE DI COSA? Di solito, dopo il sequestro di un canile lager, ci sono, a protestare, solo il proprietario della struttura e sua moglie (se ce l'ha!). Davanti ai canili di Sesto e di Campi, dopo il blitz dei Nas di venerdì 10 febbraio che ha portato al sequestro preventivo delle due strutture, si sono fermate centinaia di volontari, di tutte le età, increduli e amareggiati per quanto successo. Nei canili lager i cani appaiono impauriti, tristi, denutriti. Se vi avvicinate ai cancelli delle strutture di Campi e di Sesto vedrete animali scodinzolanti, paffutelli, i più vecchi riscaldati da bizzarri cappottini, che riconoscono i volontari, gli fanno le feste e non capiscono perché dal 10 febbraio i loro amici se ne debbano stare al di là delle transenne e i vigili facciano entrare solo pochi di essi. Il più delle volte nei canili lager i cani sono una fonte di guadagno perché le pubbliche amministrazioni pagano una retta per loro. Nel nostro caso, sui circa 600 cani solo una trentina sono in convenzione, da luglio 2005, con il Comune di Firenze per la cifra di ? 2,5 al giorno a testa. Facendo un po' di calcoli, e aggiungendo anche i 100 gatti ospiti del gattile interno, scopriamo che l'Unione Amici del Cane e del Gatto percepisce in media, dalle istituzioni, 1 centesimo di euro al giorno per ogni animale ospitato: un vero business! Non parliamo poi dei cani da combattimento: strano davvero, per un'associazione messa sotto accusa nientemeno che dalla Lav, di trovare nei box che ospitano i pit bull addirittura palline da tennis, giocattoli di gomma, peluche di pezza: che vergogna questi metodi dolci di riabilitazione! Chissà cosa avrà pensato Elisa quando venerdì 10 febbraio percorreva in lacrime la strada che porta al canile di Campi per vedere forse per l'ultima volta Chantal, il pit bull che tutti i fine settimana da più di un anno viene a portare fuori e a coccolare pregustandosi il momento dell'adozione e che invece la Lav rivuole indietro, o meglio li vuole, perché questi cani, dallo Zoo di Napoli sono finiti direttamente qui, due anni fa. Già, dimenticavo le adozioni: nei canili lager non si fanno, perché i cani sono un profitto. A Firenze e dintorni chi ha un meticcio al 90% lo ha adottato dal canile del Termine o da quello di Campi. Deve essere stato proprio difficile per i veterinari della Asl eseguire l'ispezione nei due canili per verificare anche l'accusa infamante di maltrattamento: chissà quanti cittadini, portando il cane alla Asl per l'iscrizione all'anagrafe, avranno raccontato: "Sa dottore, al Termine prima di darmi il cane in adozione hanno voluto che andassi tutte le domeniche a portarlo fuori per un bel po', lì vogliono essere sicuri che gli animali si trattino bene." Cristina Volpini, co portavoce Verdi Provincia di Firenze