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CANI DALL'EST RIVENDUTI CON PEDIGREE ITALIANO, 18 DENUNCE =
(AGI) - Bologna, 20 lug. - Compravano cuccioli di cani - di
razza Husky, Dalmata, Labrador, Doberman, Breton, Pincier - dai
Paesi dell'Est, tutti entro l'anno di eta', e li rivendevano
con pedegree e certificazione sanitaria italiana, praticamente
dieci volte il prezzo di acquisto: se era 100 euro, venivano
rivenduti a 1000. I cuccioli, pero', stremati dal lungo viaggio
e da malattie come il cimurro - in quanto non venivano dubito
vaccinati nei paesi di origine per risparmiare sui costi -
spesso si ammalavano o morivano poco dopo l'acquisto. Dalle
segnalazioni dei proprietari alla Guardia di Finanza di
Bologna, e' nata all'inizio del 2004 l'inchiesta che ha portato
a 18 denunce per associazione a delinquere finalizzata alla
illecita importazione dei cuccioli e a numerosi altri reati,
contestati a vario titolo ai membri del sodalizio criminoso,
tra cui una veterinaria di origine pugliese che realizzava in
bianco la certificazione sanitaria, spesso somministranmdo agli
animali anche antibiotici per far si' che sembrasseso in buona
salute. Tutto ruotava attorno a E.M., titolare di un negozio di
animali di Casalecchio di Reno (Bologna) che si occupava della
importazione dei cani, in particolare dalla Slovenia, per poi
"bonificarli" in vari allevamenti compiacenti: uno di questi,
"Il Lupo bandito", risultato solo fittizio, faceva capo a lui
stesso. Gli altri interessati alle indagini si trovavano tutti
in Emilia Romagna: uno a Granarolo, l'unico posto sequestrato
per le cattive condizioni igieniche in cui venivano tenuti gli
animali; due nel Reggiano, a Reggio Emilia e Bibbiano; e uno
nel Veneto, a Galzignano Terme, in provincia di Padova. Sempre
a Granarolo, dove sono stati rinvenuti anche farmaci scaduti,
si trovavano, in pessime condizioni igieniche, circa 150
cuccioli in attesa della vendita, chiusi in gabbie vicino ad
altri animali, come mucche o uccelli. Secondo la Guardia di
Finanza, solo nel 2003 il giro di affari si sarebbe aggirato
attorno al milione di euro. Le indagini ipotizzano che
l'importazione illecita di animali - il numero di animali
accertato e' di 15.000 cuccioli - possa aver avuto inizio fin
dal 1991.
In un'altra operazione analoga, la Guardia di Finanza di
Imola aveva sequestrato a fine giugno a Medicina, nel
Bolognese, un rustico in cui sono stati trovati sei cani di
razza Shar-pej in cattive condizioni di salute. (AGI)
Ari
201331 LUG 05
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