ANMVI OGGI 29/03/2007

CUCCIOLI DALL'EST, APPELLO ANMVI A UEVP

La mortalità dei cuccioli provenienti dall’Est Europa sfiora il 70%. “Quando va
bene”- scrive il Corriere della Sera di sabato scorso- i cani e gatti arrivano
in Italia malati, dopo aver viaggiato fino a 40 ore con poca acqua e poco cibo,
stipati su giacigli fatti di carta di giornale. Il fenomeno dell’importazione
dei cuccioli dall’Est è in crescita: nel 2003 sono stati importati 52.684
cuccioli da Ungheria, Polonia e Slovacchia, mentre altri 28.000 sono arrivati da
altri Paesi dell’Est. Il record è dell’Ungheria che ha esportato 287 partite di
da 19.964 cani e 84 partite da 1.457 gatti. Segue la Polonia con 19 partite da
1.348 cani e 14 partite da 485 gatti. Infine, dalla Repubblica Slovacca sono
stati importati 1430 cuccioli di cani.
“Stiamo parlando di tre Paesi che dal 1 maggio 2004 entreranno a fa parte
dell’Unione Europea- si legge nel comunicato che l’ANMVI ha inviato oggi
all’UEVP, per sollecitare la nascita di un coordinamento fra gli attuali Stati
membri e i dieci Paesi dell’Europa allargata. “La veterinaria europea- scrive
l’ANMVI, rappresentante dell’ Italia nell’UEVP- chieda l’adozione di misure
restrittive e controlli più rigidi per la prevenzione delle patologie ereditarie
e delle malattie infettive negli animali da compagnia, anche in ragione dei
risvolti sanitari di queste ultime sull’uomo. Il Ministero della Salute
dell’Italia si è già fatto promotore di accordi con i principali Paesi dell’Est
europeo. E’ indispensabile, ora che l’Europa si allarga a dieci Paesi
sottoscrittori del Trattato di Atene, che nasca un coordinamento delle attività
di controllo e di vigilanza veterinaria e che tutta la veterinaria europea
riservi la dovuta attenzione al fenomeno, contribuendo all’invio di dati e
informazioni alle rispettive associazioni professionali di categoria e ad
un’opera di sensibilizzazione del pubblico degli aspiranti “proprietari”. I
medici veterinari italiani- conclude il comunicato – sono da anni in prima linea
per contrastare un fenomeno di cui possono testimoniare per esperienza diretta
la sconcertante portata sanitaria”.
Già un anno fa, l’ANMVI suggeriva al Ministero della Salute l’innalzamento del
limite di età dei cuccioli oggetto di transazione a 3 mesi. A questa proposta
Sirchia rispondeva all’ANMVI che “ eventuali riformulazioni della disciplina
vigente non potranno che essere assunte a livello comunitario tramite modifiche
della direttiva 92/65 CEE”. La Direttiva è stata recepita con il Decreto
Legislativo 12 novembre 1996, n. 633, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 296
del 18 dicembre 1996.