ANMVI Oggi (http://www.anmvioggi.it) 09/02/2008

Rubati, malati e svenduti. Solo una moratoria salverà i cuccioli dell'Est

Muoiono a migliaia. Prima sui camion della morte, poi a casa di ignari
acquirenti che si fidano di falsi libretti sanitari compilati frau­dolentemente
da fantomatici veterinari po­lacchi, cechi o ungheresi e convalidati da mol­to
più reali veterinari italiani, quelli che in ger­go vengono chiamati i
"timbratori". Un tim­bro di fianco alla vaccinazione o alla data di nascita, 10
euro e chi s'è visto s'è visto. È di questi giorni la notizia dell'operazione
"trasparenza" condotta nel Ferrarese dalla polizia provinciale con la
collaborazione dei servizi veterinari e il coordinamento del pm Barbara Cavallo.
Nel negozio "Animalandia" del co­mune di Mirabello si vendevano cani e gatti di
razza a costi irrisori, rispetto a quelli di mer­cato e la gente, soprattutto in
tempi di vacche magre, non va tanto per il sottile, ma guarda al portafoglio.
Peccato che un'alta percentuale di questi cani e gatti fosse affetta da gravi
malat­tie che, in alcuni casi, hanno contagiato anche le persone, obbligandole
al ricorso dei medici per micosi, rogna e altre parassitosi. E com­mercio
illegale che avveniva in questa Anima­landia si basava sull'acquisto di cuccioli
dall'Est Europa, viste anche le facilitazioni do­vute all'allargamento politico
del continente, già ammalati o con malattie in incubazione, "tamponate" per
qualche giorno con dosi massicce di antibiotici e immunoglobuline. Giusto per
figurare bene in vetrina. Cuccioli strappati alle madri a soli 30 giorni di età
ve­nivano caricati a centinaia nei posti di raccol­ta di Polonia e Ungheria.

La tristemente famosa Pecs (Ungheria) è uno dei posti dove si radunano le più
alte con­centrazioni di questi lattanti poi convogliate su TIR che attraversano
dogane compiacenti e controlli ammorbiditi. Il caso di Mirabello è solo la punta
di un iceberg che muove cifre economiche rilevanti e fa venire l'acquolina in
bocca alla criminalità organizzata. Un cane di razza che qui costa 1000 euro,
viene pagato 50 euro in Polonia e rivenduto a 500 in Italia. Di Animalandia,
simile a questa, ce n'è a cen­tinaia in Italia e i cuccioli continuano a
crepa­re nella puzza della diarrea da parvovirus e col pelo intriso di urina
fetida dentro i camion. Anche se il termine "moratoria" è un po' inflazionato di
questi tempi, non ne viene in mente un altro.

Il governo morente potrebbe (e dovrebbe) lanciare una moratoria di sei mesi
durante la quale è fatto divieto di acquistare cuccioli da quei paesi dell'Est.
In questi sei mesi si pren­dano contatti con i governi di quei paesi, si stringa
la vite su commercianti e veterinari compiacenti e si combatta seriamente un
fe­nomeno che mette in crisi soprattutto i bam­bini che vedono il "fratellino"
appena arrivato morire, spruzzando sangue contro il muro della loro cameretta.

OSCAR GRAZIOLI