ANMVI OGGI 11/11/2008

IMPORT CUCCIOLI, ANMVI REPLICA A FEDERFAUNA
11-11-2008 13:36

Sulla lotta al traffico illegale di cuccioli i medici veterinari italiani sono
in prima fila. Le priorità sono: ristabilire legalità alla filiera e garantire
ai cuccioli condizioni sanitarie e di benessere. A questo lavorano i veterinari
e questa è la scala di valori da seguire quando si chiede il coinvolgimento dei
medici veterinari nel discutere di scambi intracomunitari di cuccioli.

"Lo tenga presente Federfauna - scrive l'ANMVI in un comunicato stampa- che
invece insiste con iniziative di segno diverso, che non trovano concorde la
Categoria Veterinaria e che rasentano la diffamazione a mezzo stampa di una
intera professione e dei suoi massimi esponenti istituzionali. L'ANMVI non
ravvisa le condizioni per alcun confronto".

La Federazione di associazioni di allevatori, commercianti e detentori di
animali si era rivolta al Sottosegretario alla Salute Francesca Martini e per
conoscenza all'ANMVI e alla LAV con una lettera di proposta, resa nota da @nmvi
Oggi.

A questo primo contatto con ANMVI, è seguita una comunicazione inviata alla
stampa in cui Federfauna chiede "più collaborazione" ai medici veterinari e
dichiara di aver presentato denuncia querela nei confronti della Presidente
dell'Ordine dei Medici Veterinari di Milano, per i contenuti del comunicato
diffuso il 3 ottobre scorso.

Inoltre, Federfauna, citando erroneamente il Codice Deontologico del Medico
Veterinario, ignorandone la revisione del 2007, critica l'operato dei medici
veterinari liberi professionisti.

A detta di Federfauna " i liberi professionisti, nel vedersi presentato in
ambulatorio un cucciolo corredato da passaporto internazionale, affermano, a
volte ancora prima di aver visitato l'animale che il soggetto in questione è
sicuramente problematico perché provenendo dall'estero, sicuramente non ha l'età
riportata sui documenti, sicuramente le vaccinazioni non sono state eseguite e
così via..."

I veterinari assumerebbero così "atteggiamenti atti a creare una psicosi tra il
grande pubblico dei consumatori spingendolo a temere l'acquisto di un animale
presso un negozio o presso un allevamento professionale". Non solo, i veterinari
"istigano qualche furbo a comportamenti illegali che gli consentano di vendere
animali senza nessun requisito, ma spacciabili per "nazionali nati in casa"
(...) e sono proprio questi atteggiamenti che, per ritorsione, fanno sì che
molti allevatori o commercianti parlino male o comunque abbiano poca fiducia dei
veterinari".

Nel comunicato stampa odierno, l'ANMVI invita Federfauna "a ricondurre i toni
dei suoi interventi entro le regole del confronto civile, a documentarsi e ad
astenersi dal parlare di e per la Categoria Veterinaria".

Agli organi di stampa, destinatari delle comunicazioni di Federfauna, l'ANMVI
raccomanda di "fare riferimento esclusivamente alle organizzazioni veterinarie
per quanto concerne il ruolo, i compiti, la deontologia e la legislazione
veterinaria, alla luce delle gravi e offensive inesattezze riportate da
Federfauna". L'ufficio legale dell'ANMVI segue il caso.