ANSA 09/10/2008

TRAFFICA CUCCIOLI, DENUNCIATO, LI VENDE TUTTI

9 ottobre 2008 - Ha del grottesco la vicenda di un presunto traffico di cuccioli
di cui si era occupata, la settimana scorsa, anche la trasmissione 'Le Iene' e
che ha portato i carabinieri dei Nas di Milano a indagare il titolare di un
canile alle porte della città. Dopo le denunce, infatti, e nonostante la
reiterazione del reato, l'imprenditore ha potuto lo stesso vendere i 138
cuccioli arrivati clandestinamente dall'Ungheria.
In un primo tempo, ovviamente, i cuccioli erano stati posti sotto sequestro ma
l'uomo ha fatto istanza di dissequestro e l'ha ottenuto. "Qualche giorno fa
erano rimasti solo nove cuccioli, oggi forse non ce ne saranno più" spiega una
donna della zona che, saputa la notizia, aveva telefonato per sapere se poteva
adottarne qualcuno.
A interrompere la lucrosa attività dell'uomo sono arrivati, a metà settembre, i
carabinieri (che però ne hanno dato notizia solo oggi). I militari indagavano
sulla pista ungherese da ben prima che se ne occupassero, con un
servizio-inchiesta, Le Iene, cioé fin dal luglio del 2007, quando l'uomo, che ha
31 anni, era stato denunciato una prima volta. Era stato trovato con 40 cuccioli
clandestini durante una serie di controlli disposti dal sottosegretario alla
Salute, Francesca Martini, ed eseguiti dai Nas.
Posti sotto sequestro e affidati in custodia giudiziaria allo stesso titolare
del canile, i cani erano stati, anche in quella circostanza, venduti. Prima
l'uomo aveva denunciato ai carabinieri di S.Giuliano Milanese il furto di una
decina di essi. Poi aveva ammesso di avere venduto parte degli altri ed era
quindi stato denunciato per violazione degli obblighi di custodia.
A metà settembre è stato denunciato per maltrattamento di animali e per
importazione illegale di cani (che però è una violazione amministrativa). I
carabinieri hanno infatti accertato che l'uomo aveva portato i 138 cuccioli
dall'Ungheria al canile stipandoli in un furgone abilitato per ospitare solo
venti animali. Molti erano morti. Cuccioli che non avevano seguito la profilassi
sanitaria né in Ungheria né in Italia, e buona parte dei quali risultavano però
'misteriosamente' microchippati.
L'uomo, a fronte di una lucrosissima attività, rischia ora di pagare 50 euro per
ogni cane microchippato abusivamente e mille euro in tutto per importazione
abusiva. Oltre a eventuali condanne, naturalmente, che difficilmente, però,
interrompono questo genere di attività commerciali.
Quel canile, peraltro, secondo indiscrezioni risulta essere passato attraverso
più proprietari. "E anche in caso di chiusura - spiega un animalista - basta
solo riaprirlo con un'altra società o dei prestanome".
(ANSA)