APCOM 03/12/2008 Cuccioli importati illegalmente: il 40% muore. Business da 300 mln Martini: task force grande rivoluzione a livello internazionale Roma, 3 dic. (Apcom) - I cuccioli importati illegalmente nascono di solito in allevamenti a conduzione familiare o in vere e proprie fabbriche di cuccioli, le Puppy Mills, strutture che ospitano decine o centinaia di fattrici per la riproduzione, stipati in box piccolissimi con appena il cibo sufficiente a mantenere in vita la fattrice alla quale difficilmente è garantito un periodo di riposo dopo ogni gravidanza. Strappati alle cure materne verso i 30-40 giorni di vita, viaggiano soprattutto di notte su mezzi di trasporto a volte locali a volte italiani, spesso accompagnati da passaporti falsi o falsificati. In questo traffico di animali spesso manca anche il più banale controllo sanitario sui riproduttori. Inoltre l'assistenza veterinaria rappresenta un costo e così, spesso, i normali controlli non si fanno. Ma soprattutto il distacco precoce dalla madre, causa al cucciolo traumi affettivi e psicologici e specialmente problemi sanitari: alcuni perdono la vita già durante il viaggio. Si stima che la mortalità sia intorno al 50% tra il trasporto e dopo l'arrivo in Italia. Un traffico che adesso vedrà in campo una task force specializzata. Il sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha assicurato che contro il traffico illegale di cuccioli di cani è in arrivo una 'task force' al ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali. Una 'grande rivoluzione non soltanto nel nostro Paese ma a livello internazionale' per bloccare questo fenomeno in crescita. La task force sarà formata da 'esperti del ministero e lavorerà intensamente in sinergia e in raccordo con la Farnesina', perché la tratta dei cuccioli, 'è divenuta infatti una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti'. Nel 2007 sono stati importati in Italia 26.980 cuccioli, mentre nel 2008, fino ad oggi, solo 20.789. E 'questi numeri che decrescono mi preoccupano - ha spiegato il sottosegretario - perchè in realtà la richiesta di cuccioli, in particolare di quelli di razza, è sempre in aumento'. Insomma, se calano le importazioni legalmente registrate è perchè probabilmente stanno aumentando quelle illegali. Per combattere la tratta internazionale dei cuccioli di cane e gatto occorre però anche l'introduzione di norme più restrittive sul commercio degli animali all'interno dell'Unione europea e l'attiva collaborazione dei Paesi di provenienza, sia quelli dell'Unione che quelli extra Ue, ha sottolineato il ministro degli Esteri Franco Frattini. 'Scriverò - ha annunciato - alla Commissaria europea alla Salute, Androulla Vassiliou responsabile perchè siano rese più rigorose e non ci sia il diritto, la possibilità o la tolleranza di far circolare questi piccoli cani in condizioni indegne'. I Paesi coinvolti sono Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Romania, Polonia, Russia e Ucraina. 'A tutti questi Paesi - ha continuato - chiederemo, tramite i nostri ambasciatori, un'azione di monitoraggio costante alla fonte. I Paesi di origine, sia quelli dell'Ue che quelli extraeuropei devono collaborare con noi'. La sinergia Frattini- Martini ha messo così l'Italia imprima linea per salvare i cuccioli in una sorta di road map: collaborazione dei paesi d'origine degli allevamenti clandestini, avvio delle procedure per la ratifica della convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione degli animali da compagnia che il nostro Paese ha firmato nel 1987, ma non ha ancora recepito, al prossimo consiglio dei ministri Ue che tratterà di veterinaria, a gennaio, l'Italia chiederà che la tratta dei cuccioli sia messa nell'ordine del giorno. Ma soprattutto una proposta per punire i colpevoli: Frattini e Martini stanno preparando una lettera al commissario europeo Vassiliou per promuovere l'istituzione a livello europeo del reato di tratta degli animali da compagnia. Una proposta di reato che dovrebbe valere per tutti gli stati membri, spiega il sottosegretario Martini. La bozza è ancora allo studio degli uffici legislativi ma la proposta italiana che dovrebbe arrivare a Bruxelles per il reato contro la tratta dei cuccioli promette pene severe e un doppio binario: da un alto la reclusione, dall'altro confisca degli animali e multa. Intanto l'appello lanciato oggi dal ministro Frattini, dal sottosegretario Martini e dalla Lav è per fare o farsi davvero un bel regalo questo Natale: un cucciolo, cane o gatto, tra quelli che affollano canili o rifugi per animali abbandonati. 'Se tutti lo facessero - ha spiegato il presidente della Lav Gianluca Felicetti - - il problema della tratta dei cuccioli sarebbe risolto alla radice'. Più di 600mila cani, ad esempio aspettano una famiglia nei canili pubblici, e ce sono di tutti i tipi, anche cani di razza e cuccioli. Si possono adottare anche quei cuccioli che sono scampati all traffico clandestino. Come Gino, un carlino di 4 mesi, che con Nana e Heidi è entrato oggi alla Farnesina come simbolo della tratta clandestina dai paesi dell'Est: sono stati importati clandestinamente e messi in vendita in un negozio in provincia di Roma. Gino oggi è stato adottato dal sottosegretario alla Salute, Francesca Martini: 'Lo chiamero Federico. Ho già altri cani, ma - racconta felice - in qualche modo farò' perché quel cucciolo è riuscito a sopravvivere alla 'filiera dell'orrore, dove i cuccioli vengono trattati come merce da lasciare avariare. Il prezzo della loro morte, dei più deboli, durante il viaggio, è solo un costo calcolato dai trafficanti a fronte comunque di grandi ricavi. E i cuccioli come Gino hanno sofferto stenti, fame, sete, caldo o freddo'. Gino, anzi Feerico, ora ha una casa. Altri la aspettano 'Chiunque si voglia candidare ad adottare gli animali vittime - ha detto il presidente della Lav, Gianluca Felicetti - puo' andare sul sito www.lav.it e avere tutte le informazioni'.