Corriere della Sera 27/03/2004

Cuccioli dall' Est, venduti per soffrire

Nei negozi italiani importati 53 mila cani e gatti, altri 25 mila «clandestini».
«Ma il 70% non sopravvive» Un piccolo viene comprato all' estero a 35-40 euro e
rivenduto da noi a cifre che vanno dai 700 ai 1.500 euro

Nessi Emilio

Arrivano soprattutto dall' Ungheria, ma anche dalla Polonia, dalla
Repubblica Ceca, dalla Slovacchia. Viaggiano per oltre 40 ore
stipati su furgoni sporchi. Con poca acqua e poco cibo. E con
qualche foglio di giornale come unico giaciglio. Una vera odissea
per cani e gatti: quando va bene arrivano in Italia malati, sette su
dieci addirittura non ce la fanno (la mortalità arriva al 70%,
dicono investigatori e veterinari). Ma anche un autentico business:
vengono acquistati a 35-40 euro, vengono rivenduti nel nostro
Paese tra i 700 e i 1.500. Il fenomeno dell' importazione di
cuccioli dall' Est europeo è in costante crescita. Basti pensare che
solo nel 2003 l' Italia ha importato legalmente oltre 53 mila
animali tra cani e gatti (fonte ministero della Salute). Ma si tratta
di una cifra molto parziale. Si calcola che altri 20-25 mila cuccioli
siano stati introdotti in modo clandestino. Una specie di «tratta»
dei quattro zampe. L' Ungheria è la maggiore «fornitrice» di
cuccioli, seguita da Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca. Un
giro d' affari enorme. Questo solo tenendo in considerazione le
importazioni, per così dire, legali. Mentre gli ingressi regolari
seguono canali ufficiali attraverso i controlli doganali e sanitari a
Trieste, Malpensa e Fiumicino, tutti gli altri seguono strade
diverse. I furgoni-prigione partono da Lubiana, capitale della
Slovenia. Entrano in Austria, quindi dal valico di Tarvisio
arrivano in Italia. Il passaggio avviene di notte, quando i controlli
sono meno rigidi. «E' un gioco da ragazzi - spiega un
commerciante -. Una volta arrivati nel nostro Paese fissano gli
appuntamenti per la consegna con il telefonino. Punti di incontro:
uscita dei caselli autostradali o parcheggi deserti». Da mesi la
Guardia di Finanza indaga sul traffico di cuccioli. In un recente
blitz vicino a Gorizia le fiamme gialle hanno bloccato tre
automezzi sospetti. A bordo hanno trovato oltre 260 cani e 36
gattini, provenienti da Budapest e destinati al mercato del Veneto
e della Campania. «Quando abbiamo aperto i portelloni - racconta
un finanziere - abbiamo visto una scena penosa. Decine e decine
di cagnolini di non più di due mesi ammucchiati uno sull' altro.
Stremati, sporchi, assetati». Alcuni di loro non avevano il
tatuaggio e nemmeno il pedigree per la vendita. Molti spesso sono
affetti da patologie come il cimurro, con il rischio di infettare gli
altri compagni di gabbia nei negozi. A Milano si sono registrati
numerosi casi di mortalità di cuccioli provenienti dall' Est
europeo. A denunciarli sono stati gli stessi acquirenti, che dopo
pochi giorni si sono trovati a gestire situazioni spiacevoli sul
piano sanitario, economico e affettivo. Emilio Nessi 
LE CIFRE 
E' in crescita il numero di cuccioli di cane e gatto importati dai Paesi dell'
Est. Così come in aumento è il numero dei piccoli animali che non sopravvivono
al viaggio o arrivano a destinazione malati
GLI ANIMALI IMPORTATI DALL' EST 
Sono stati 52.684 i cuccioli importati nel 2003 da Ungheria, Polonia e
Slovacchia (28.000 quelli arrivati da altri Paesi dell' Est) 
RECORD DALL'UNGHERIA 
21.421 Il record delle esportazioni appartiene all' Ungheria: 19.964 cuccioli di
cani (287 partite) e 1.457 gattini (84 partite) 
POLONIA AL SECONDO POSTO 
1.833 Al secondo posto nella classifica c' è la Polonia con 1.348 cuccioli di
cane (19 partite) e 485 gattini (14 partite) 
DALLA REPUBBLICA SLOVACCA 
1.430 Dalla Repubblica Slovacca sono state importate solo cucciolate di cani:
1.430 piccoli amici a quattro zampe (24 partite) 
COME TUTELARSI 
1 Matricola
ATTENZIONE AL TATUAGGIO 
L' avvocato Simona Mosconi, esperta di diritto degli animali, raccomanda
innanzitutto di verificare al momento dell' acquisto il numero Enci (tatuaggio)
del cucciolo 2 Passaporto 
PEDIGREE E BUONA SALUTE 
E' bene inoltre farsi dire la provenienza, la data di consegna del pedigree o
expo pedigree. Se è possibile anche un certificato di buona salute 3
Raccomandata 
IN CASO DI MALATTIA O MORTE 
In caso di malattia o morte del cucciolo (da far certificare dal proprio
veterinario) bisogna inviare al commerciante una raccomandata R/R 4 
Risarcimento
RISARCIMENTO E DENUNCIA 
Si può chiedere il risarcimento del costo, delle spese mediche e i danni morali.
Il commerciante che dichiara falsa la provenienza può essere denunciato per
truffa