CORRIERE DELLA SERA 08/10/2008

Gli animali, tutti di razza, maltrattati e senza profilassi. Alcuni sono morti
Cuccioli malati dall'Est venduti a Milano
Indagine dei Nas: in un canile di San Giuliano 138 cani importati illegalmente
dall'Ungheria. Denunciato il titolare della struttura

MILANO - Sballottati per mille chilometri dentro a un furgone, come i 101
dalmata del cartone animato di Walt Disney. Per centotrentotto cuccioli di
bulldog, chihuahua, carlino, pinscher, jack russel, ma anche futuri cani da
combattimento come dogue de bordeaux, pitbull e rottweiler, il viaggio iniziato
in Ungheria è però terminato alla prima tappa, in un allevamento privato del
lodigiano, dove i carabinieri del Nas di Milano li hanno intercettati. Indifesi
protagonisti di un traffico illegale che alimenta un business di tutto rispetto:
acquistati in Ungheria a 90 euro ciascuno, vengono rivenduti a prezzi dieci
volte superiori. I Nas hanno denunciato il titolare del canile di San Giuliano
Milanese, un uomo di 31 anni, e una sua familiare e collaboratrice, per
maltrattamento di animali, importazione illegale e falso.
I carabinieri erano sulla pista ungherese da oltre un anno. Tanto che l'uomo era
già stato pizzicato lo scorso agosto con una partita di 40 cuccioli
probabilmente introdotti clandestinamente dall'Est, privi di microchip e
documentazione sanitaria. Ma, invece, di registrarli, dopo l'ispezione e la
richiesta di chiarimenti dei carabinieri e della Asl, li aveva venduti e per
farla franca aveva pensato bene di denunciarne il furto. I Nas lo hanno colto in
flagrante un mese dopo la furbata, proprio mentre stava per scaricare da un
furgone un nuovo carico di cuccioli.
I 138 ammassati in uno spazio che poteva al massimo tenerne venti, non sono
sopravvissuti tutti. Inoltre, il pm della Procura di Lodi, Michela Versini, ha
accolto la richiesta dell'allevatore e li ha dissequestrati. Paradossalmente il
titolare del canile, a fronte di una lucrosissima attività, rischia ora di
pagare 50 euro per ogni cane microchippato abusivamente e mille euro in tutto
per importazione abusiva. Né eventuali condanne potranno interrompere questo
genere di attività commerciali. Quel canile, peraltro, secondo indiscrezioni
risulta essere passato attraverso più proprietari. E anche in caso di chiusura,
spiegano gli animalisti, «basta solo riaprirlo con un'altra società o dei
prestanome». Dai Nas, invece, la conferma che il caso non è isolato ma anche che
l'inchiesta prosegue e si è estesa ad altre regioni.
Paola D'Amico
08 ottobre 2008