Il Cittadino di Lodi - 23/05/2005 - http://www.ilcittadino.it
Peschiera
Arrestato il titolare, nella cui abitazione di Mediglia è stato rinvenuto un arsenale

Canile lager, blitz dei carabinieri
Collari elettrici e cadaveri di animali al "Millefiori"

Usavano addirittura collari elettrici per infliggere scosse ai cani più irrequieti, bastonandoli con apposite fruste per l'addestramento, nei casi più disperati. Un vero e proprio lager per le povere bestie rinchiuse all'interno. Accadeva nel canile "Millefiori", una struttura convenzionata con il comune di Milano, sita a Peschiera Borromeo. Non solo. Ai quasi quaranta cani ospitati nella struttura, convenzionata con il comune di Milano, venivano somministrati farmaci e mangimi scaduti da tempo, con i quali gli animali venivano alimentati. Tutto ha avuto inizio tempo fa, quando all'Enpa, l'Ente per la protezione degli animali, giunsero segnalazioni circa le condizioni in cui venivano tenuti i cani, ai limiti della sopravvivenza.
L'ente si mobilitò immediatamente, stillando un dossier dettagliato sul canile di Peschiera, consegnato alla procura della Repubblica di Milano. A questo punto è partita un'ordinanza di perquisizioni a tappeto che sono state eseguite sabato da parte dei carabinieri della locale stazione supportati da personale del nucleo antisofisticazioni del Nas di Milano. Quello che si è presentato ai militari è stato uno spettacolo stomachevole, ai limiti della sopravvivenza, anche per delle bestie. La struttura versava in condizioni di degrado, lontana dalle norme sanitarie e strutturali previste dalla legge.
All'interno di una cella frigorifera adiacente a un locale adibito ad ambulatorio veterinario sono stati anche trovati sette cani congelati, di cui tre cuccioli: sarà l'autopsia a stabilirne le cause del decesso. Non è da escludere, comunque, siano state dovute a maltrattamenti subiti o a medicinali scaduti assunti. Intanto il blitz dei carabinieri si è esteso anche all'abitazione del responsabile del canile, un cinquantasettenne residente a Mediglia, dove è stato scovato un vero e proprio arsenale. Ad essere sequestrati due fucili di cui uno per il tiro di precisione, completo di silenziatore e obiettivo nonché una pistola, risultata rubata a Napoli.
Per lui, si sono dunque spalancate le porte del carcere di Lodi, dove rimarrà in attesa del processo, la cui data non è stata ancora fissata.
Nico Neglia