Il Giornale 25/05/2005

Chiuso canile lager: in manette il titolare
di Gioia Locati

Novanta cani costretti a vivere in celle sporche, con i pozzetti aperti e le
inferriate arrugginite. Un ambulatorio veterinario improvvisato, l’armadietto
delle medicine zeppo di confezioni scadute. E i vaccini congelati anziché
conservati a 5 gradi come previsto per legge. Ma non è tutto quello che le
guardie zoofile dell’Enpa e i carabinieri di San Donato hanno trovato
all’interno del canile «Millefiori» di Peschiera Borromeo. Le confezioni di cibo
ammuffito rappresentavano il «piatto forte» della dispensa. E fra gli oggetti
d’arredo gettati alla rinfusa, alcuni collari elettrici che danno una scossa
alla gola del cane al primo abbaiare o al comando del padrone. Il canile è stato
chiuso sabato scorso subito dopo la perquisizione su disposizione del
magistrato. In carcere, a Lodi, è finito il titolare, Giorgio Ferrandi, 58 anni.
I militari hanno trovato nella sua abitazione due carabine, una delle quali
dotata di mirino a cannocchiale per il tiro di precisione e munita di
silenziatore, una pistola poi risultata rubata e numerose munizioni, il tutto
detenuto illegalmente. Fra le accuse anche quella di maltrattamento di animali
che da sola però lo avrebbe lasciato a piede libero. Alcune bestiole sono state
per il momento affidate alla figlia di Ferrandi, le altre (una quarantina) al
canile municipale di Milano in attesa di essere assegnate a un’altra struttura
convenzionata. Sì perché questo canile «lager» era uno dei tre che da due anni
aveva vinto la gara d’appalto con Palazzo Marino per accudire i «randagi»
milanesi. Per il mantenimento di questi cani il Comune ha sempre versato una
cifra pari a 3,40 euro al giorno per ogni quattrozampe («soldi che servivano per
le spese di ricovero, mantenimento e vaccinazioni - hanno precisato al Settore
Ambiente - e non per le cure veterinarie»). Oltre ad essere un canile-rifugio la
struttura di Ferrandi era anche una pensione.
Il blitz di sabato scorso è stato autorizzato dal pm Sergio Spadaro dopo le
numerose segnalazioni arrivate all’Enpa soprattutto negli ultimi mesi: «Chiunque
avesse portato animali al Millefiori ci contatti perché ogni testimonianza può
essere utile alle indagini» ha lanciato un appello Ermanno Giudici, capogruppo
delle guardie dell’Enpa. Nell’accusa di maltrattamento ha il suo peso il
ritrovamento dei collari che danno la scossa: «Funzionano a pila - ha spiegato
Giudici - si potrebbe pensare che siano oggetti innocui. Invece posso
testimoniare che danno una scossa dolorosa, io l’ho provato sul braccio,
figuratevi alla gola».