Il Giorno
Scandalo al negozio di cuccioli dei vip
Milano, 20 Ottobre 2003
di Mario Consani
Erano cuccioli malati, quelli messi in vendita. Beagle, chihuahua, barboncini e altri cani di piccola taglia destinati a morire nel giro di pochi mesi. E secondo l'accusa, chi li cedeva sapeva benissimo che avrebbero fatto quella fine. Così come non poteva ignorarlo il veterinario che, a voce, ne attestava la buona salute. Ora, il proprietario del negozio in pieno centro «Stephen's Zoo» e il suo professionista di fiducia dovranno difendersi davanti al giudice dalle accuse di truffa e frode in commercio.
Una trentina le bestiole finite nell'inchiesta. Tutte acquistate per somme tra i 750 e i 900 euro da clienti della Milano bene: manager, dirigenti, avvocati, persino il rettore dell'Università. E tutte decedute in breve tempo per colpa del cimurro o di disturbi gastro-intestinali. Provenivano da uno stesso allevamento di Reggio Emilia, l'Eurodog di Christian Belleli, che le aveva importate dall'Est europeo ma non ne aveva nascosto la provenienza al negoziante. A quest'ultimo erano costate somme tra un minimo di 20 e un massimo di 80 euro.
Una tale moria di cagnolini, ovviamente non poteva passare inosservata: e infatti alcuni mesi fa erano partite le denunce. L'inchiesta aperta dal pm Gianluca Braghò portò gli uomini della Guardia di Finanza allo Stephen's Zoo di piazza Santo Stefano e nell'allevamento Eurodog di Correggio, nel Reggiano. Il sospetto era proprio che dietro quelle strane morti potesse esserci un traffico di animali importati già malati ma venduti come sani. Chi aveva acquistato quegli animali non aveva badato a spese pur di garantirsi la compagnia di un cagnolino col pedegree, ma aveva appena comiciato ad affezionarsi al proprio «Fufi» quando era subentrato il dispiacere di vederlo ammalarsi e in breve morire. A parte il danno economico, era stato troppo doloroso anche lo choc affettivo, che solo chi ama gli animali può capire.
Tra i proprietari c'era anche l'avvocato Simona Mosconi che, dopo aver confrontato la propria brutta esperienza con quella di suoi conoscenti, tutti clienti dello stesso negozio, si offrì di raccogliere gli esposti e portare il dossier in Procura. Raccolti gli esiti delle autopsie e ricostruito il percorso fatto dai cuccioli importati dall'Est e finiti a Milano dopo il transito emiliano, il pm Braghò ora ha citato a giudizio il titolare dello Stephen's Zoo e il suo veterinario.