IL GIORNO 07/10/2008

SAN GIULIANO MILANESE
I Nas scoprono canile-lager

I militari hanno sorpreso un 31nne che aveva appena scaricato i cuccioli dal suo
furgone. Erano stati importati dall'Ungheria illegalmente


Milano, 7 ottobre 2008 - I carabinieri del Nucleo antisofisticazione (Nas) di
Milano hanno denunciato un 31enne italiano, legale rappresentante di un canile
privato di San Giuliano Milanese, per l'importazione clandestina e il
maltrattamento di 138 cuccioli di cane da compagnia.

Le indagini sono partite nell'ambito dei controlli eseguiti dal Nas nel luglio
scorso nei canili del milanese come richiesto dal Sottosegretario al Lavoro,
salute e politiche sociali Francesca Martini. Durante un primo sopralluogo
eseguito in agosto, nel canile di San Giuliano i carabinieri aveano scoperto 40
cuccioli di cani privi di documentazione sanitaria e di microchip e li avevano
posti sotto sequestro all'interno dello stesso canile per i necessari
accertamenti sanitari.

Il 14 agosto il legale rappresentante del canile aveva però sporto denuncia
presso la locale tenenza dei carabinieri per il furto di dieci cuccioli
sequestrati e quando in settembre i veterinari della Asl si erano presentati per
i controlli avevano scoperto che i rimanenti 30 piccoli di cane erano stati
venduti malgrado fossero ancora sotto sequestro. L'uomo era stato quindi
denunciato alla Procura di Lodi per violazione degli obblighi di custodia degli
animali e i carabinieri del Nucleo antisofisticazione avevano poi deciso di
"attenzionare" il canile.

A metà settembre scorso (ma la notizia è stata resa nota soltanto oggi) i
militari hanno colto in flagranza lo stesso uomo che aveva appena scaricato dal
suo furgone 138 cuccioli appena acquistati e trasportati in condizioni disuamane
dall'Ungheria in violazione di qualsiasi normativa. L'uomo è stato quindi
nuovamente denunciato per maltrattamento, violazione della Legge regionale sui
cani d'affezione e di quella comunitaria sul benessere degli animali durante il
trasporto. Le gabbiette sul furgone potevano infatti trasportare un massimo di
venti animali e le condizioni erano tali che due cuccioli erano morti per lo
stress patito durante il lungo viaggio e altri due erano periti qualche giorno
dopo.

I cuccioli avevano circa due mesi (dunque non erano ancora svezzati) e
appartengono alle più pregiate razze da compagnia, tra cui carlino, chihuahua,
boxer, bulldogg, terrier e beagle. Secondo quanto emerso dall'indagine, l'uomo
acquistava i cuccioli in Ungheria per 100 euro l'uno e li rivendeva a 700 a
privati e commercianti di animali. "Si tratta di un traffico assai remunerativo
e sul quale ora ci stiamo concentrando per capirne le esatte dimensioni e
complicità", spiega il capitano del Nas Paolo Belgi, che sottolinea "il rischio
sanitario che corre chi acquista animali provenienti da Paesi in cui ancora
esistono malattie pericolose come la rabbia".

"Rivolgiamo un pressante invito a non acquistare cuccioli senza microchip e
senza o con parziale documentazione medica - conclude Belgi - e di segnalare al
Nas o alle Asl eventuali venditori senza scrupoli o compravendite poco chiare".