Il Resto del Carlino 07/12/2007

TRAFFICO ILLECITO
Tratta di cuccioli dall'est europeo
Processo a carico di sei persone

Aperto il processo a carico di sei persone accusate, a vario titolo, di
associazione a delinquere finalizzata a falso, truffa e frode in commercio.
Secondo le indagini della Guardia di Finanza, i sei acquistavano cuccioli di
cane dell'est Europa per poche decine di euro e li rivendevano in Italia con
documenti falsi.

Bologna, 6 dicembre 2007 - Acquistavano cuccioli di cane dell'est Europa per
poche decine di euro e li rivendevano in Italia con falsi documenti per
presentarli come animali nati, cresciuti e selezionati in allevamenti italiani.
Si è aperto il processo a carico di sei persone accusate, a vario titolo, di
associazione a delinquere finalizzata a falso, truffa e frode in commercio. Il
guadagno, avevano accertato nel 2005 le indagini della Finanza, era prodotto
dalla notevole differenze fra il prezzo di vendita e il costo dei cuccioli nei
Paesi dell'est: 1.000 euro contro circa 100-150.

Secondo l'accusa i sei agivano attraverso la Reno Zoo, una società di
Casalecchio di Reno, nel bolognese. Con artifici certificavano la provenienza
dei cuccioli da un allevamento poi risultato inesistente. Sette persone hanno
acquistato cuccioli di cane che per origine, provenienze e qualità erano diversi
da quella pattuita all'acquisto, risultati poi malati e morti successivamente
per cimurro.

Un 52enne di Pianoro e un 50enne di Bologna, secondo l'accusa, avevano
nell'associazione il ruolo di promotori e organizzatori. Il 52enne è anche
accusato di aver abbandonato un cucciolo di Yorkshire all'interno di un cartone
fino a quando non è morto e di aver esercitato abusivamente la professione
veterinaria. Una 35enne bolognese era l'addetta alle vendite ma in realtà per
l'accusa, era un 'socio occulto'.

La truffa avveniva con la partecipazione di una veterinaria 46enne originaria
della Svizzera che rilasciava certificati da consegnare agli acquirenti di
avvenuta vaccinazione di animali in realtà malati. Un 53enne di Casal Maggiore
era addetto al rilascio di libretti sanitari internazionali di vaccinazione in
bianco da riempire al momento della vendita, stesso ruolo ricoperto da un 46enne
reggiano.