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IL RESTO DEL CARLINO 17/02/2009
ANIMALI MALTRATTATI
Traffico illecito di cagnolini
Indagati allevatori e un veterinario
Decine di perquisizioni tra Toscana e Bologna. Gli animali venduti con falsi
documenti di vaccinazioni. Sequestrati 20 cuccioli, due sono già morti. Le
indagine partite dopo la denuncia di alcuni acquirenti il cui cane è morto in
pochi giorni
Bologna, 17 febbraio 2009 - Cinque persone, tra allevatori e veterinari,
indagati per frode in commercio e maltrattamento di cani e decine di
perquisizioni in allevamenti e negozi di animali. Questo è il bilancio di
un’indagine partita su mandato della locale Procura della Repubblica toscana, ed
effettuata dalla Guardia di Finanza, nelle province di Prato, Firenze, Pisa e
Bologna che ha portato al sequestro di 20 cuccioli di razza, tutti in precarie
condizioni di salute. I piccoli animali venivano messi in commercio senza
vaccinazione.Due di essi, di razza ‘Cavalier Kc’, non ce l’hanno fatta e sono
morti lo scorso fine settimana. Ma si teme anche per le condizioni degli altri
18 cuccioli.
L'ultimo caso, in ordine di tempo, e' stato lo scorso 11 febbraio quando da
Bologna sono partiti alcuni cuccioli per la Sicilia e la Sardegna. Secondo la
ricostruzione dei finanzieri, i cani venivano venduti tra i 700 e i 900 euro a
ignari acquirenti e con la falsa certificazione dell’avvenuta profilassi. Le
indagini sono partite in seguito alle denunce di alcuni acquirenti che, dopo la
morte del cucciolo, avevano scoperto che non era stato vaccinato.
Sono stati infatti sequestrati centinaia di microchips-trasponditori e di
libretti sanitari precompilati in bianco ma già riportanti estremi di
vaccinazioni sottoscritte da veterinari compiacenti che, in realtà , non sono mai
state eseguite e che sarebbero dovute servire a fornire una parvenza di
regolarità alle future vendite di cuccioli.
Il tutto era stato architettato per abbattere al massimo i costi di un cinico
business sommerso di cuccioli di verosimile provenienza estera che produce ogni
anno centinaia di migliaia di euro esentasse. Ciò, vine spiegato, conforterebbe
le iniziali ipotesi indiziarie originate da alcune denunce sporte da persone che
avevano acquistato dagli indagati cuccioli di cane deceduti dopo pochi giorni
dall’acquisto a causa di gravi patologie non evidenziate nei libretti sanitari
consegnati e derivanti dalla riscontrata mancata attuazione delle più elementari
regole di profilassi, risultata a sua volta celata sia agli acquirenti frodati
sia ai competenti enti pubblici del servizio sanitario.
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