La Provincia di Lecco 02/12/2004
Traffico clandestino di cani dall'Est
Dopo una settimana di agonia è morto anche Pluto, tra le braccia della sua
nuova padrona. Era un cocker spaniel di un mese e mezzo, affetto da una
forma di gastroenterite fulminante, abbinata ai sintomi del cimurro, che
non gli ha lasciato scampo. Aveva un libretto sanitario della Repubblica
Ceca. Era stato acquistato alla «Mostra del cucciolo», il carrozzone
itinerante che si è fermato al Palataurus il 6 e 7 novembre scorsi. Come
lui molti altri cuccioli sono stati venduti ai lecchesi dagli organizzatori
dello show - due società Piemontesi, «Moby Dick» e «Regno Animale», e
l'allevamento «Grin» di Lomazzo.
I cuccioli erano malati. Alcuni sono stati salvati dai veterinari lecchesi;
altri non ce l'hanno fatta. La lista si allunga ogni giorno ed è Michela
Vittoria Brambilla - presidente della Lega nazionale per la Difesa del Cane
per la provincia di Lecco e presidente della Lega Italiana per la Difesa
degli animali - a raccogliere tutte le testimonianze dei cittadini ed a
denunciare l'episodio: «Ho consegnato tutta la documentazione alla Guardia
di Finanza perché proceda nei confronti degli organizzatori della mostra
del cucciolo. Voglio fermare questo scempio ai danni dei cittadini
sprovveduti e dei cuccioli indifesi».
Ascoltando le varie testimonianze, ci si accorge che sprovveduti i lecchesi
lo sono stati veramente. «Ho scelto Pluto il sabato pomeriggio - racconta
C. M. la proprietaria del cocker -. Un certo Stefano mi ha dato un
biglietto da visita della società Regno Animale e ha voluto 50 euro di
acconto, senza però darmi alcuna ricevuta». Verso le 18,30 di domenica, la
signora riceve una telefonata da Stefano che le fissa un incontro alla sera
stessa, alla rotonda sotto il terzo ponte, per la consegna del cane. «La
cosa mi è sembrata subito molto strana - continua C. M. - e quando mi sono
recata sul luogo dell'appuntamento ho trovato molte altre persone che
aspettavano per avere il proprio cucciolo.
Dopo una lunga attesa, sono arrivate due donne a bordo di un'auto sportiva,
hanno aperto il baule che conteneva una gabbia con dentro una decina di
cuccioli e li hanno distribuiti frettolosamente alle persone che come me
attendevano. Ho dato loro 300 euro e non mi hanno dato nessuna ricevuta o
fattura». Ora la vicenda è nelle mani delle forze dell'ordine che dovranno
fare luce sulle frodi fiscali, così come sull'ipotesi di truffa e
maltrattamento di animali. «Ogni anno decine di migliaia di cuccioli,
prevalentemente di provenienza dell'Est Europa, arrivano nel nostro Paese
attraverso vari canali ufficiali e non ufficiali di importazione - riprende
Michela Vittoria Brambilla - Si tratta di un grande business ai danni dei
nostri amici a quattrozampe».