Quotidiano Net 02/02/2007
MALTRATTAMENTO ANIMALE
Scoperto il canile degli orrori
Choc: carcasse e teste mozzate
Scioccanti le immagini del ritrovamento fatto dalla guardia di finanza che era andata all'allevamento di segugi per un normale controllo fiscale e si è trovata davanti la visione di carcasse e teste di cani mozzate.La loro libertà misurata dalla corta catena che li costringeva alle gabbie. E i responsabili di tale inferno rischiano soltanto da 3 mesi ad una anno di reclusione ed una multa da 3 a 15mila euro

MALTRATTAMENTO ANIMALE Sansepolcro (Arezzo), 2 febbraio 2007- Ridotti pelle e ossa, legati con la catena così corta da lasciar loro soltanto la possibilità di arrivare alle ciotole piene d'acqua stagnante, le cucce esposte alle intemperie, fra topi grossi come gatti e montagne di escrementi che nessuno provvedeva mai a pulire.

In queste condizioni vivevano 85 fra cani adulti e cuccioli di pochi mesi, tutti purissimi esemplari di razza segugio italiano - una delle più antiche e delle più pregiate, utilizzata per la caccia da seguito fin dall'epoca dei Faraoni - proprietà di un allevamento scoperto e smantellato in Valtiberina dalla Brigata di Sansepolcro e dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo.

Un vero e proprio lager che gli uomini delle Fiamme Gialle hanno scoperto quasi per caso, durante un controllo fiscale di routine sull'attività dell'allevamento, che i quattro soci titolari, tutti residenti nella zona, gestiscono fin dai primi anni Ottanta. Dopo avere passato al setaccio i libri contabili, i finanzieri hanno voluto anche controllare l''oggetto' dell'attività commerciale, ossia i cani. E quando hanno varcato la recinzione dell'area destinata al ricovero degli animali si sono trovati davanti al raccapricciante spettacolo.

Un fetore insopportabile, sporcizia ovunque e le povere bestiole, ridotte quasi all'immobilità dalle catene, alimentate con cibi avariati, scarti di macellazione e forse addirittura con le carcasse di loro simili.

Perchè nell'allevamento-lager i finanzieri hanno trovato anche ossa e teste mozzate di segugi, alcune abbandonate vicino alle ciotole, altre collocate ad altezza d'uomo lungo la recinzione, macabri feticci posti a guardia delle porte di quello che ha tutto l'aspetto di un 'inferno per cani'. Nella capanna in cui le femmine venivano fatte partorire c'erano scatole di medicinali scaduti, cartocci di latte avariato, pane secco.

Nessuno dei cani era stato sottoposto a regolare vaccinazione, solo ventinove avevano il tatuaggio o il microchip dell'anagrafe canina. Eppure venivano venduti a peso d'oro - un esemplare di buona genealogia costa dagli 800 ai 1000 euro - in tutta la provincia di Arezzo e nella vicina Umbria. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle proseguono proprio per verificare il giro d'affari dei quattro allevatori.

Che intanto sono stati denunciati per maltrattamento di animali e sevizie aggravate. Rischiano il carcere da tre mesi a un anno o la multa da 3 a 15mila euro. L'allevamento-lager è sotto sequestro e gli 85 segugi italiani sono finalmente in salvo.

Paola Zerboni