VARESE NEWS 13/03/2008

Varese - Severa presa di posizione dell'associazione animalista: 
"Iniziativa contro l'interesse dei cittadini"
La Lida: "No alla mostra del cucciolo"

Riceviamo e pubblichiamo

A Varese sabato e domenica si terrà ancora una volta una mostra di cuccioli.  La
LIDA ha chiesto al Sindaco di vietarla poiché si tratta delle famigerate
"cucciolandie" vero e proprio mercato nero di cani ammalati provenienti dai
Paesi dell’Est Europa. La caduta delle barriere doganali con Ungheria,
Slovacchia e Polonia ha fatto esplodere l’importazione senza più controlli. I
canili scoppiano ed il Comune favorisce gli acquisti emotivi.

Al Comune di Varese non è bastata l’esperienza degli anni scorsi: il medesimo
soggetto, dopo aver presentato la richiesta per poter “esporre” i cani di
commercianti a lui collegati, ha consentito che durante la mostra si
conducessero trattative per la vendita malgrado la licenza comunale permettesse
solo l’attività di esposizione. Anche a Busto Arsizio, lo scorso anno, dopo la
chiusura della mostra, sono stati venduti a persone di Gallarate cuccioli
risultati infetti e costati fior di quattrini in spese sanitarie. A Lecco nel
dicembre 2004 la Guardia di Finanza sanzionò le vendite illegali e la morte di
vari cuccioli avvenuta qualche giorno dopo la consegna. Il caso fece scalpore
tanto da essere oggetto di una interrogazione parlamentare presentata dall'On.
Ettore Bucciero (AN) all'allora Ministro della Salute Francesco Storace. A
Piacenza sempre nel 2004  cadde vittima dell’acquisto di un cane, morto di
cimurro dopo costose terapie, un signore di Pontenure cui, peraltro,
sostituirono l’animale con un altro che fece la stessa fine. “Non si comprendono
le ragioni che inducano il Comune ad autorizzare iniziative che vanno contro
l’interesse dei suoi cittadini – sostine Mauro Bottigelli, responsabile settore
randagismo della LIDA (Lega Italiana per i Diritti degli Animali) – visto che
gli animali comperati in inverno sulla base di scelte emotive finiscono per
essere abbandonati in estate e quando va bene il loro destino è quello di
marcire nei canili… e il Comune paga il mantenimento!”. I Servizi Veterinari
dell’ASL ed il Sindaco sono stati avvisati più volte negli anni scorsi da varie
associazioni animaliste che conoscono bene il turpe commercio di questi cani,
importati a quaranta giorni di età, quasi tutti ammalati, dai paesi dell’Est,
per pochi soldi. Sembra, però, che il fatto sia di difficile comprensione,
infatti, nessuna misura contraria è stata presa fino ad oggi.

Evidentemente mancano scelte politiche sulla questione animali perché sono
troppe le amministrazioni che la vivono con fastidio o come problema
trascurabile. Per questi motivi invitiamo ancora una volta i cittadini a non
comperare animali, visto che non sono oggetti, in ogni caso a non fare acquisti
presso girovaghi perché l’esperienza di tante persone che hanno cominciato
disperati pellegrinaggi dai veterinari per tentare di salvare il cuccioletto
comperato la domenica sera a “mostra chiusa” potrebbe costare cara in termini
economici ed affettivi. Al Comune, all'ASL ed alla Regione abbiamo scritto per
vietare la "mostra" in attesa di  una Ordinanza urgente che fissi il divieto
espositivo di cani inferiori all’anno di età: “è la via più rapida per troncare
il traffico e la girandola di competenze tra Comune ed i Servizi Veterinari
dell’ASL, in attesa che la Regione stabilisca un divieto definitivo, altrimenti
i furbi continueranno a farla franca, vendendo sottobanco a 800 € cani ammalati
di due mesi, quando la legge impone un minimo di quattro e chiedendo pure il
pagamento del biglietto d’entrata, di cui speriamo, almeno per questo, qualcuno
accerti la regolarità”, sostiene Giovanni Porta Presidente della LIDA.

Giovedi 13 Marzo 2008
redazione@varesenews.it