La storia di Ax

Ax è un cane da guardia di taglia medio grossa dell’età di circa due anni, accudito dalla famiglia Quero fin da cucciolo. Il cane è libero di muoversi in un cortile recintato, avente estensione di diverse centinaia di metri quadrati, e di notte dorme nella casa della famiglia Quero. Nel luglio del 1999, Ax sale alla ribalta della cronaca, e la sua storia viene riportata da tutti gli organi di informazione. Ax, allo scopo di difendere il suo padroncino dall’attacco di alcune vipere, si lancia contro di esse, uccidendone una e mettendone in fuga altre tre. Tuttavia, la presenza di Ax non è gradita ai vicini del signor Quero, e contro la bestiola vengono quotidianamente lanciati sassi, benché esso sia sempre custodito nel giardino.

Alcunivicini presentano una denuncia ai vigili urbani di Rossano, lamentando di essere disturbati dall’abbaiare del cane. A questo punto, i vigili urbani comminano una sanzione amministrativa a carico del proprietario di Ax, perché l’animale abbaia all’avvicinarsi di estranei. Inoltre, i vigili urbani intimano al sig. Quero di allontanare il cane dalla propria abitazione. Si interessano a questo punto del caso le guardie zoofile dell’E.N.P.A., le quali dimostrano l’illegittimità del verbale, che viene prontamente annullato dal Sindaco di Rossano.

Trascorsi pochi mesi, i vicini del sig. Quero citano a comparire in giudizio lo stesso davanti al Giudice di Pace, chiedendo che il Giudice condanni “il convenuto a rimuovere la fonte delle immissioni sonore mediante l’allontanamento del cane dall’abitazione e dal cortile di proprietà del signor Quero Giulio”. Il sig. Quero dovrà comparire dinanzi al Giudice di Pace in data 10 gennaio 2000, e per tale motivo ha chiesto che si occupi del caso l’Associazione per la Difesa del Randagio.

Ovviamente, l’Associazione ritiene che le motivazioni addotte dai vicini siano del tutto pretestuose, e non tengano assolutamente conto della etologia e della natura dell’animale. Ciò trova conferma anche in diverse sentenze di merito e di legittimità. Ad esempio, la Corte di Cassazione (Cass. Civ. 13.01.1975) così recita:
“Le cosiddette immissioni possono essere distinte in tre categorie: quelle derivanti da un uso normale della cosa, causa di semplici molestie, che devono essere tollerate; quelle causa di un danno al fondo del vicino; quelle dannose ed illecite perché non dipendenti da un uso normale della cosa…..” Ora, appare ovvio come tenere con sé uno o due animali risulti essere un’immissione ed un uso normale della cosa. Pertanto, l’Associazione sarà presente in dibattimento, e cercherà di far valere le ragioni dell’animale in quella sede.