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Due risposte per la lettera inviata alla stampa da "Lav Lega antivivisezione-Roma".

Sono dell'assessore Ortensio Longo e dell'assessore Pietro Mari, entrambi chiamati in causa dalle accuse dei firmatari per i ruoli ricoperti attualmente o in passato in materia.

Dice Longo:

"Capita che in questo "Comune non europeo" qualcuno si alzi la mattina, si crei un'associazione e poi si metta a pontificare su tutto e tutti. E' la volta della LAV (?). Ma non hanno cognomi gli estensori della nota? Qualche giornale pubblica una lettera di preoccupanti corbellerie da effetto serra e comunica alla città che:

a) il servizio veterinario della nostra Asl non è all'altezza del suo compito

b) che il canile privato di Mendicino o quello di Torre Melissa sono dei lager

c) gli assessori organizzano solo "squallide giornate del cucciolo".

Ma il vero squallore questi della LAV lo conoscono?"

Dice Mari:

"Più di una volta abbiamo dato risposte chiare, avvertendo gli esponenti nazionali di associazioni animaliste che anzicchè essere correttamente informati dai loro referenti locali, venivano invece strumentalizzati a fini del tutto personalistici, a favore cioè di un'Associazione che in passato ha gestito malissimo il vecchio canile e per questo ha subito anche un'inchiesta giudiziaria.

Non insiterò su questo punto se non per dire che, se si continuerà nelle calunnie, sarò costretto a rivolgermi alla magistratura a difesa del mio buon nome e di quello dell'Amministrazione.

Intendo invece invitare gli organi d'informazione e tutti i cittadini a venire a vedere personalmente com'è strutturato l'unico canile sanitario della regione realizzato con fondi comunali e come sono trattati gli animali.

A qualcuno potrà anche venire voglia di portarsi a casa un cane scodinzolante e munito di tutte le vaccinazioni ed i permessi necessari, testimonianza vivente di un impegno istituzionale qualificatamente svolto nei riguardi degli amici a quattro zampe.

Infine, alla Lav vorrei chiedere perchè, piuttosto, non si occupano di come vengono utilizzati i fondi regionali e nazionali per la realizzazione dei canili."

(14.07.2000)





Il Quotidiano - Cosenza - domenica 23 luglio 2000

L’ALTRA CAMPANA

Sono canili o moderni lager?

EGREGI signori Ortensio Longo e Pietro Mari, i comuni mortali non hanno tempo e interesse a svegliarsi con il pensiero di costituire associazioni o pensare a cosa e come pontificare: i comuni mortali debbono provvedere a mettere insieme colazione pranzo e cena…

Scrivete: "preoccupanti corbellerie da effetto serra"…credo che anche Voi soffrite lo stesso caldo;certo non nei Vostri uffici, tant’e’ che sicuramente una uscita di troppo Vi ha portato a scrivere cose decisamente sopra le righe…

Un amministratore pubblico e’ tale se e’ al servizio del cittadino e al cittadino deve rispondere del suo operato; nei casi previsti, al magistrato e, sicuramente agli elettori alle prossime consultazioni elettorali!

Quello che leggo e’ qualcosa che sa di vagamente "minaccioso" ma, fondamentalmente, offensivo ed indicatore della considerazione che avete dei cittadini.

Entriamo nel merito:

probabilissimo che il canile appena inaugurato sia in condizioni decenti. E’ stato appunto appena inaugurato! Pero’ sarebbe interessante ripercorrere la storia annosa di questa realizzazione.

Interessante dal punto di vista dei tempi, dei costi, della scelta della ubicazione e dell’appalto in essere. Cosa succedera’ giorno per giorno siate pur certi che sara’ debitamente tenuto d’occhio!

Una cosa e’ certa: aggiornatevi sulle tecniche di comunicazione preelettorali!

Ma credete davvero che una inaugurazione sotto le elezioni con tanto di taglio di nastro e di autorita’ religiosa sia ancora di moda?

Credete davvero che ignorare due interrogazioni parlamentari in corso sulla situazione di Cosenza e Torre Melissa sia sconosciuta ai cittadini?

Ovviamente chi ha firmato le interrogazioni era "sotto effetto serra"…

Aggiornatevi signori: l’Italia intera ha definito "lager" quelle strutture; porti a fondo la ricerca e avra’ la sorpresa di trovare tutte le "perplessita’" su una mortalita’ superiore al 50%, per non parlare di cani di cui nessuno e’ in grado di giustificare la scomparsa.

Sono state verificate le condizioni di questi "paradisi del cane"? verificate alla luce delle normative italiane ed europee sulle superfici disponibili per soggetto, sulle idoneita’ sanitarie e non ultimo sulle condizioni degli appalti?

Si minaccino pure i cittadini di denunce per calunnia!

Qualcuno avra’ senza meno paura; ma le assicuro che tanti altri saranno contenti di essere in Tribunale a motivare, documenti pubblici alla mano,quello che affermano.

Una ultima cosa: i titolari del "paradiso del cane", gli amministratori pubblici e i responsabili ASL di Catanzaro sono sotto inchiesta da parte di quella Magistratura, con tanto di avviso di garanzia.

Siate certi che anche i cani di Cosenza possono trovare in un magistrato, forse lo stesso, un santo in paradiso.

Per ora cordiali saluti.

Alessandra Foti

Associazione per la Difesa del Randagio