Il Quotidiano - Cosenza - venerdi’ 11 agosto 2000

Per cani e gatti periodo nero, ma c’è chi apre la sua casa ai 4 zampe

Nessuno spot vincente contro l’abbandono

 

E’ tempo di grandi esodi e nonostante le innumerevoli campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono degli animali, si vedono ancora cani e gatti impauriti per le strade. Non c’è alcun rimedio contro questo comportamento, nessuna pubblicità sociale potrà mai debellare, del tutto, questo fenomeno.

Quale sarà mai la motivazione che spinge un uomo a lasciare una vita ai bordi delle strade?

L’assoluta futilità del pretesto (andare in vacanza) rende ancora mano indispensabile questa azione. Ma c’è ancora chi lo fa, e, contrariamente, c’è anche chi assume il ruolo del salvatore nei confronti di queste bestiole abbandonate.

Come quella famiglia nei pressi della contrada Padula di S. Pietro in Guarano, che ha scelto di dedicare la propria vita ai cani, creando un centro di accoglienza, solo in parte, sovvenzionato dal Comune.

Attraversando quella strada, infatti, è possibile scorgere da dietro il recinto, un copioso numero di cani, mentre sulla strada, i cuccioli fanno da contorno a questo scenario. Ci sono addirittura delle persone che abitano nella zona come, il dottore Antonino Accordino amante degli animali, che, durante la sua permanenza in questa campagna nell’interland cosentino, ha visto aumentare nel tempo il numero dei quattro zampe nel suo appartamento.

"Ho visto progressivamente gli spazi di casa mia rimpicciolirsi - si lamenta il famoso chirurgo di Cosenza - perché il numero degli animali che ho preso in adozione mi ha rimpicciolito lo spazio vitale; devo assolutamente prendere un’altra casa".

Non l’ha mai sfiorata l’idea di poter abbandonare almeno una parte dei suoi ospiti?

"Sono indignato dall’idea che un uomo possa abbandonare il suo cane e penso che bisogna pensarci due volte prime di lasciare qualcuno a cui ha voluto bene".

Fortunatamente lei fa il dottore e può permettersi di dar loro tutte le cure possibili. Ma che succederebbe se un giorno non avesse più un lavoro? "Di certo non gli farei mancare nulla perché penso che i cani siano più fedeli di tanti amici che ti girano in torno". Ma nonostante la sua fedeltà il cane viene spesso abbandonato dal proprio padrone e relegato in pseudo canili comunali.

Dopo i combattimenti e le scommesse clandestine, la malavita ha scoperto, infatti, il traffico illegale sulle pelle degli animali: il racket dei canili che rende oltre 100 miliardi l’anno con lo sfruttamento del randagismo.

E sulla questione canili è stata presentata tempo fa persino una interrogazione parlamentare del senatore Ripamonti (Verdi) relativamente alla situazione dei due canili calabresi di Cosenza e Crotone.

"Le due strutture, il canile Cino Sport di Mendicino (Cosenza) ed il canile Dog’s House di Torre Melissa (Crotone), - si legge nell’interrogazione - deterrebbero i cani in contrasto con le etologia e con le necessità naturali della specie, in stato di denutrizione, di carenze igienico sanitarie, in evidenti condizioni di sofferenza: i cani verrebbero catturati con metodi cruenti e portati presso la struttura "Cino Sport" di Mendicino, ove per sessanta giorni rimarrebbero rinchiusi in box angusti e con scarsa luce, senza mai essere porttati all’aperto; le operazioni di accalappiamento verrebbero eseguite con metodi brutali e violenti in palese contrasto con le normative a tutela degli animali".

I volontari delle varie associazioni protezionisti che avrebbero inoltre, sempre secondo scritto nell’interrogazione, più volte richiesto di far uscire i cani dalla struttura accompagnandoli loro stessi, ma tale richiesta sarebbe sempre stata respinta.

Inoltre "trascorsi i sessanta giorni, i cani vengono condotti presso la struttura di Torre Melissa, ove attualmente sono rinchiusi circa milleduecento cani, con tassi di mortalità elevatissimi. Tutto ciò sia perché vengono posti in contatto cani tra di loro incompatibili; da più parti è stata segnalata una altissima percentuale di mortalità tra gli animali e lo smarrimento di un elevato numero di cani che avrebbe indotto lo stesso vice Sindaco di Cosenza ad affermare che "si è potuta constatare una notevole diminuizione dei cani ospitati a Torre Melissa; sebbene le leggi impongano delle condizioni precise per l’abbattimento di cani malati o aggressivi, l’ASL n. 4 di Cosenza giudica aggressivi un gran numero di animali, conseguentemente abbattendoli. Tutto ciò senza che mai si sia verificato o sia stato documentato un caso di aggressione da parte di questi ani, prima che venissero catturati".

Il senatore verde, quindi, aveva richiesto di sapere la veridicità dei fatti esposti e se non ritenesse "opportuno" adottare provvedimenti urgenti al fine di ripristinare il rispetto delle leggi vigenti in materia, di contribuire alla responsabilizzazione delle pubbliche amministrazioni, di favorire l’utilizzo corretto dei fondi messi a disposizione dallo Stato e dalla regione in materia di tutela e prevenzione del randagismo".

Una denuncia aperta che sembra ancora non aver smosso del tutto la situazione cosentina in termini di tutela dei cani, ma che sicuramente stimolerà in termini di miglioramento l’attuale condizione.

Alfredo Sguglio