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Da otto anni l'amministrazione comunale di Dipignano si approfitta spudoratamente del lavoro e delle risorse finanziarie di quattro volontari animalisti (che nemmeno sono di Dipignano e che risiedono in altri comuni). Da otto anni quattro fessi si prendono cura ogni giorno dei cani anziani, ammalati, delle cagne gravide e delle cucciolate che alcune volte avete pietosamente soccorso e poi abbandonato davanti al canile. Nel disinteresse assoluto di questa amministrazione. Nel corso di questi anni abbiamo accolto, curato, sterilizzato, sfamato circa 300 cani. Molti sono stati affidati: è un lavoro difficilissimo perché quasi tutti vogliono il cane "di razza", ma ci siamo prodigati e ne abbiamo incentivato l'adozione fornendo gratuitamente cucce, vaccinazioni, antiparassitari e cibo secco. Altri sono morti perché anziani o gravemente malati, nonostante le cure che mai abbiamo fatto mancare loro (fluidoterapia in vena o sotto cute e cure antibiotiche per la parvovirosi, complessi trattamenti contro la leishmaniosi e la rogna demodettica, interventi chirurgici e frequenti ricoveri in strutture specializzate). Tutti trattamenti che in un canile privato e orientato al business difficilmente vengono effettuati. Circa una trentina poi li abbiamo adottati noi stessi: vuol dire che ora sono nelle nostre case o in quelle dei nostri familiari (giusto per fare un esempio, dove credete che sia Coccolino, il cane del signor Presta morto qualche anno fa? Non lo troverete al canile ma in ottima salute a casa di uno dei volontari). Con questo volantino vogliamo fare il punto e informare i cittadini di una situazione paradossale e ormai per noi insostenibile. Per far questo occorre fare un po' di storia.L'istituzione del canile è stato molto probabilmente il primo atto della giunta Nicoletti (ci riferiamo al suo primo mandato). Egli fece recintare una parte dei locali dell'officina a contrada Petrone al fine di rinchiudervi sette/otto cani che vagavano tra Brunetta e le rovine della scuola nei pressi del municipio. Noi eravamo contrari perché sapevamo che non essendoci un custode i cani di lì a poco sarebbero aumentati di numero. Così è stato e non a causa di gravidanze indesiderate (abbiamo fatto sterilizzare tutte le cagne prima che venissero immesse nel canile: su questo punto chiameremo a testimoniare i veterinari Giuseppe Torano, Gianluca Bacci, Roberto Gallo, Massimiliano Crea, Claudia Mosciaro, Giulia Mancuso, Alfio Martello). Il numero dei cani è aumentato perché molti cittadini dipignanesi (potremmo fare i nomi) si sono sentiti autorizzati a venire ad abbandonare lì il proprio cane. Ovviamente non possiamo escludere che in qualche caso, sparsasi la voce dell'esistenza di quel rifugio, gli autori degli abbandoni siano cittadini di comuni vicini (giusto per rinfrescare la memoria ricordiamo che l'abbandono è un reato). Cresciuti rapidamente di numero, l'amministrazione decide di far recintare la vecchia scuola di contrada Ferrari. Lì, in economia, fa realizzare anche una decina di box e provvede all'allaccio della corrente elettrica. Ma dell'acqua, del cibo, degli antiparassitari, delle vaccinazioni, delle spese veterinarie, nessuno ha mai voluto saperne. L'acqua dobbiamo portarla noi con i bidoni (circa 100 litri ogni giorno); il cibo e gli antiparassitari li compriamo noi (spendendo circa 3 milioni al mese); le vaccinazioni le abbiamo sempre fatte fare noi (non a caso, e per fortuna, non si è verificato un solo caso di cimurro). Per molti anni dunque i volontari hanno mandato avanti entrambi i rifugi: quello di Petrone e quello di Ferrari. Finché un (tristissimo) giorno, la giunta ha deciso di sloggiare i cani da contrada Petrone. Si trattava di una promessa elettorale dell'Assessore Paola fatta al Sig. Vladimiro Guercio che, a torto o a ragione, si lamentava della vicinanza del canile alla sua casa e dei conseguenti schiamazzi notturni. Informalmente invitammo l'amministrazione a realizzare in contrada Ferrari qualche altro box al fine di poter accogliere noi volontari quei 10 cani che erano rimasti a Petrone. Così non è stato perché l'assessore Paola ha preferito convenzionarsi con un canile di Mendicino. Da quel giorno il Comune di Dipignano versa a quella struttura privata 6000 lire al giorno per ogni cane. In seguito alle successive catture che sono state effettuate in contrada Brunetta (che peccato! erano tutti cani di quartiere, tranquilli, mansueti) oggi l'amministrazione mantiene a quella cifra circa una ventina di cani dentro box angusti, quando invece erano abituati a tanto spazio e a molte coccole. Circa 44 milioni di vecchie lire l'anno: ecco quanto costa alla comunità dipignanese la strategia elettorale e l'efficienza politica dell'assessore Paola. Ecco quantificato il costo di una manciata di voti. Sappiamo pure che ha avuto il cattivo gusto di brindare col signor Guercio alla sua efficienza amministrativa. Caro Paola, lo sai a cosa hai brindato? Al fatto che quei poveri cani, innocenti e buonissimi (uno dei quali era venuto a lasciarcelo proprio il signore con cui hai festeggiato), una volta chiusi in box di 4 metri quadrati (e per i quali il comune paga 6000 lire al giorno) sono diventati aggressivi. Due di essi, del tutto, sono morti pochi giorni dopo. Per nostro costume non usiamo demonizzare nessuno ma, assessore Paola, da medico, da persona che dovrebbe essere incline all'ascolto, perché non riconosci un grossolano errore civile e politico e ti dimetti? E invece cosa c'è in bilancio per gli 80 cani di contrada Ferrari, dove ogni giorno noi volontari combattiamo, d'estate con la siccità e d'inverno con il fango o con la neve (che rende praticamente irraggiungibile il rifugio)? Caro sindaco Nicoletti, caro vicesindaco Perri, cari assessori e dirigenti, caro segretario comunale, cosa avete in bilancio per 80 cani? Nulla, eccetto la bolletta dell'Enel e qualche elemosina (una tantum) di acquisto di cibo secco. Stremati e sul lastrico, per tutto questo e per molte altre cose che per esigenze di spazio racconteremo in altra sede, vi informiamo che dal 31 Ottobre sospenderemo il nostro servizio di volontariato a contrada Ferrari. Ciononostante siamo ancora disponibili a collaborare al solo fine di trovare rimedi che non penalizzino i nostri amatissimi cani. In ogni caso, vigileremo sulle soluzioni a buon mercato di questa vicenda. Alessandro, Massimo, Sergio, Simone Cosenza 28 Ottobre 2002 |