Il Quotidiano – Cosenza – martedì 4 aprile 2000

Il canile di Donnici è abbandonato

L’AMMINISTRAZIONE Comunale di Cosenza ha provveduto, nei giorni scorsi, all’apertura del canile comunale ubicato nella frazione Donnici di Cosenza. Il fatto appare indiscutibile, giacché numerosi membri della scrivente Associazione hanno notato la presenza, all’interno dei box del canile, di oltre una decina di cani, peraltro assolutamente lasciati in completo stato di abbandono. Infatti, in diverse ore del giorno, e per più giorni, si è osservato che all’interno del canile non era presente alcun addetto alla custodia dei cani.

Eppure, circa un anno fa, il Comune di Cosenza aveva appaltato la gestione del suddetto canile sanitario, e la ditta aggiudicatrice di tale servizio di gestione era stata la ditta "Dog’s House" di Torre Melissa, che attualmente provvede sia alla cattura dei cani vaganti che alla custodia definitiva degli stessi presso un canile costruito in quel comune.

Il capitolato speciale d’appalto prevedeva esplicitamente, tra i servizi da prestare, un adeguato numero di operai e la presenza di un custode della struttura.

Ci si chiede allora come sia possibile che gli animali chiusi presso il canile di Donnici siano completamente abbandonati, e come possano essere assicurate, in tali condizioni, le operazioni di pulizia, disinfestazione e disinfezione del canile, pure previste nel capitolato d’appalto. In più, data la totale assenza di veterinari dell’Azienda Sanitaria presso la struttura di Donnici, appare lecito il dubbio che i cani attualmente lì rinchiusi non siano stati ne registrati ne sottoposti ad alcun trattamento sanitario o profilattico, e quindi che fine faranno?.

Fra l’altro, alla gara per l’affidamento della gestione del canile, il Comune di Cosenza ha consentito la sola partecipazione di imprese, società e cooperative, escludendo la partecipazione delle Associazioni protezioniste. Tale fatto ha costituito ancora una volta una palese violazione della legge nazionale 281/1991, la quale prevede che le Associazioni protezioniste possano gestire i canili comunali. Pertanto, l’aver negato alle associazioni protezioniste la possibilità di partecipare alla gara per l’appalto del comune, dà ancora una volta una misura dell’incompetenza dell’Amministrazione Comunale di Cosenza in tale settore, essendosi voluti privilegiare, con chiare forzature della legge, gli interessi di soggetti privati che svolgono attività di gestione dei canili per fini esclusivi di lucro.

 
Alessandra Foti
Presidente Associazione per la Difesa del Randagio